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Sony contro Geohot ed il jailbreak della PS3

Dopo il rilascio del jailbreak per PlayStation 3 con firmware 3.55, Sony invita Geohot e altri hacker a rimuovere le informazioni pubblicate online

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Geohot ha colpito ancora. Il celeberrimo hacker che ha dato il via al jailbreak sui dispositivi mobile targati Apple, ha da lungo tempo lanciato la sfida anche a Sony, promettendo il rilascio di un tool per eseguire la medesima operazione anche sulla console PlayStation. Nei giorni scorsi è apparso sul sito del giovane programmatore una nuova versione di tale strumento, in grado di effettuare il jailbreak dei dispositivi basati sulla versione del firmware Sony 3.55. Una mossa, questa, poco gradita al colosso nipponico, che ha ufficialmente dichiarato guerra nei confronti degli sviluppatori del jailbreak per PlayStation 3.

Con una nota firmata dai vertici del gruppo Sony punta infatti a convincere George Hotz (in arte Geohot) e i suoi collaboratori a rimuovere dal proprio sito Web ogni informazione e pacchetto utile ad eseguire il jailbreak sulla console. Il timore del gigante del Sol Levante è quello di un’ondata di copie pirata dei giochi rilasciati dalle varie case produttrici, fenomeno già visto con le due precedenti edizioni della piattaforma di gioco Sony e inizialmente scongiurato grazie ad una serie di misure preposte a impedire l’utilizzo di versioni non originali dei titoli.

Grazie ad un continuo lavoro, Geohot e soci sono riusciti però ad aggirare le protezioni e a mettere a nudo il cuore del sistema operativo presente all’interno di ogni PlayStation 3: in questo modo la strada verso l’installazione di applicazioni non firmate (e dunque di giochi non originali) risulta essere priva di ogni ostacolo. A seguito del rilascio del tool per il jailbreak, in rete si sono diffusi numerosi strumenti in grado di effettuare operazioni non consentite da Sony, quali ad esempio emulatori e altre applicazioni non disponibili tramite i canali ufficiali.

Il richiamo di Sony è giunto alle orecchie di Geohot, dalla cui homepage è infatti scomparso ogni riferimento alle root key rintracciate dal giovane hacker e agli strumenti in grado di oltrepassare le misure di sicurezza. Le stesse informazioni risultano però disponibili tramite un semplice link che riporta alla precedente versione della pagina, con tanto di download e codici in chiaro.

Fonte: Engadget • Immagine: tsuihin - TimoStudios • Notizie su: