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Jimmy Wales avverte: attenti agli app store

Il creatore di Wikipedia, Jimmy Wales, lancia l'allarme: gli app store sono un rischio per la net neutrality, in quanto non permettono un controllo totale dei dispositivi

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Il creatore di Wikipedia, Jimmy Wales, lancia un monito che ha tanto il sapore di un messaggio d’allerta: gli app store rappresentano un potenziale pericolo per la libertà della rete. La colpa sarebbe da attribuire all’attuale paradigma di distribuzione delle applicazioni per dispositivi mobile, che porterebbe seri rischi alla neutralità della rete.

Strumenti come l’App Store di Apple, continua il fondatore della celeberrima enciclopedia collaborativa online, non permettono infatti un totale controllo dei dispositivi nelle mani degli utenti. I timori di Wales nascono con ogni probabilità dal processo di filtraggio effettuato da diversi gruppi nei confronti delle applicazioni che provano ad accedere ai propri store: un processo che fin dagli albori ha suscitato non poche polemiche e che in alcuni casi risulta essere avvolto da ben poca trasparenza.

Intervenuto ad un dibattito tenutosi a Bristol, Wales non si è soffermato solo sulla pericolosità degli App Store, ma ha risposto anche ad alcune domande riguardanti la sua più celebre creazione. Proprio nella settimana in cui Wikipedia compie 10 anni, Jimmy Wales ha tenuto a sottolineare l’importanza della qualità dei contenuti ivi pubblicati. Citando un tweet inviato da un professore che chiedendo ad una propria alunna il significato del termine enciclopedia ha ricevuto come risposta “qualcosa come Wikipedia?”, l’imprenditore statunitense vuole lanciare un messaggio ben chiaro: Wikipedia è riuscita ad conquistare un livello di fiducia piuttosto elevato, assumendo di conseguenza importanti responsabilità nei confronti dei propri utenti.

Secondo Wales urge la necessità di estendere la possibilità di aggiungere contenuti ad un numero maggiore di persone, le quali il più delle volte trovano nell’editor fornito da Wikipedia un insormontabile ostacolo. Non è un caso che l’87% dei contributori risulti avere un’età media di 26 anni e un livello di istruzione superiore alla media statunitense.

Fonte: Blorge • Immagine: ragesoss • Notizie su: