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Uno smartphone Android volerà nello spazio

L'azienda di telecomunicazioni britannica SSTL userà un normale cellulare per fotografare la Terra e controllare un piccolo satellite.

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Il team di ricercatori dell’azienda britannica Surrey Satellite Technology Limited (SSTL) di Guildford hanno pianificato il lancio nello spazio di un normale smartphone Android da 300 sterline per scattare fotografie del nostro pianeta e controllare un mini satellite di 30 centimetri. Lo scopo del progetto è valutare se un prodotto economico possa essere usato per svolgere compiti così specializzati. In caso di successo, si aprirà la strada dello spazio anche ad aziende che non hanno i fondi richiesti dalle attuali tecnologie.

Lo scorso anno Google ha lanciato uno smartphone Nexus S ad un’altitudine di 18 Km con un pallone atmosferico, ma questa sarà la prima volta che un cellulare sarà inviato in orbita a centinaia di Km dalla superficie terrestre. Per proteggere lo smartphone dalla temperatura e dalle radiazioni, sarà utilizzata una custodia protettiva con un foro in corrispondenza della fotocamera.

Il project manager della missione STRaND-1 (Surrey Training Research and Nanosatellite Demonstration), Shaun Kenyon, ha dichiarato:

I moderni smartphone sono piuttosto sorprendenti. Sono dotati di processori che possono funzionare fino a 1 GHz e hanno molta memoria flash. Prima di tutto vogliamo vedere se il telefono funziona lassù, e se lo fa, vogliamo vedere se il telefono può controllare un satellite.

Per il ricercatore Chris Bridges del Surrey Space Centre (SSC), che collabora con la SSTL, la missione è una vera e propria sfida per l’industria:

Gli smartphone integrano molte componenti – come sensori, videocamere, GPS e WiFi – che sono tecnologicamente avanzate, ma ad una frazione delle dimensioni, del peso e del costo dei componenti utilizzati negli attuali sistemi satellitari.

Dato che gli smartphone non sono progettati per funzionare nello spazio, prima del lancio verranno svolti test approfonditi. Nella prima parte della missione, lo smartphone sarà utilizzato come unità di backup e in seguito verrà ricaricato. Il computer di bordo del satellite effettuerà quindi un test per verificare il perfetto funzionamento del telefono. Se il test avrà successo, il computer verrà spento e il cellulare sarà utilizzato per controllare il satellite.

La scelta di Android non è stata casuale. La natura open source del software permetterà agli scienziati di modificare le funzioni dello smartphone per inviare messaggi e immagini verso la Terra utilizzando il collegamento radio del satellite. Inoltre, una volta verificato il funzionamento in orbita, gli sviluppatori avranno la possibilità di realizzare applicazioni specifiche per satelliti.

Fonte: BBC • Notizie su: