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L’Egitto senza Internet: il governo censura la rivolta

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Ma nel 21esimo secolo, può un Governo decidere improvvisamente di staccare Internet all’intera popolazione solo per ragioni politiche? Sono cose che non si vorrebbero leggere, eppure stiamo raccontando ciò che sta accadendo ora in Egitto, dove è in corso un pesantissimo conflitto istituzionale tra la popolazione e il governo di Mubarak fatto di manifestazioni e scontri. Il Governo dunque ha avuto la pessima idea di staccare i mezzi di comunicazione rapida tra cui Internet pensando che così avrebbe potuto in qualche modo penalizzare chi organizza le manifestazioni di protesta.

Ma questa scelta ha invece avuto l’effetto contrario. L’aver staccato Internet alla popolazione è stato come aver acceso un fiammifero in un pagliaio e l’incendio è divampato molto presto. In poche ore l’Egitto è diventato un caso internazionale e tutto il mondo ha censurato il comportamento del governo di Mubarak.

Bloccare i mezzi di comunicazione tra cui la Rete non serve ad arginare le proteste, perché la censura e l’oppressione sono anzi benzina che danno nuova energia agli scontri. La comunicazione è un diritto, la vita, i racconti e le testimonianze devono fluire verso tutte le direzioni. Loro hanno il diritto e il dovere di farci sapere cosa succede li e noi abbiamo il diritto e il dovere di conoscere la verità.

A tutti i maggiori ISP è stato ordinato di interrompere le comunicazioni, l’unica eccezione, stando a quanto dichiarato dal blog di Renesys, sembrerebbe essere Noor Group . Informazioni tecniche estremamente dettagliate sono disponibili anche sul blog BGPmon.

Non resta che augurarsi che le pressioni della comunità nazionale riescano a convincere il presidente Mubarak a ritornare nella legalità democratica anche se le notizie degli scontri in atto non fanno sperare in nulla di buono.

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