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Ruby Rubacuori: l’intervista a Kalispera sparisce dal Web

L'intervista di Ruby a Signorini, prima diffusissima, sparisce per violazione dei diritti. Ma la vera ragione è un'altra.

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Doveva essere l’intervista riparatrice, con una versione inedita di Karima El Mahroug, in arte “Ruby Rubacuori“, la ragazza al centro delle indagini che hanno portato alla richiesta di giudizio immediato per il presidente del Consiglio. Mal gliene incolse a Alfonso Signorini, il padrone di casa di Kalispèra, la sua trasmissione televisiva su Canale 5: quella intervista si è rivelata un clamoroso boomerang.

Dato che in quel periodo (era il 19 gennaio), non era ancora chiara quale fosse la migliore strategia difensiva per gli avvocati di Berlusconi, il particolare della famosa presunta parentela di Ruby con l’ex presidente Mubarak pareva dover essere smentita. Così, alla precisa domanda di Signorini se lei avesse mai detto di essere nipote dell’ex presidente egiziano, la ragazza ha dichiarato:

“Avevo detto che ero egiziana, ma non gli ho detto che ero la nipote di Mubarack. L’ho scoperto io dopo, leggendo i giornali, che la famosa serata del 27 maggio è stato detto nella Questura, ma prima di allora io non l’ho mai saputo”.

Peccato però che qualche giorno dopo si è capito come l’unico modo per chiedere il trasferimento al tribunale dei ministri fosse proprio partire dall’assunto che Berlusconi fosse veramente persuaso di dover impedire un incidente diplomatico, cioè chiamò la Questura di Milano facente funzioni di politico.

Perché raccontiamo questa vicenda? Perché si tratta di uno straordinario corto-circuito fra televisione e Web. Su YouTube, infatti, l’intervista è stata molto diffusa e il codice embeddato anche sui siti dei giornali appartenenti alla schiera vicina al presidente. Quando però ci si è accorti del problema, Mediaset ne ha chiesto la rimozione per violazione di copyright.

E così anche tutto il resto di quelle parole, compresi i complimenti (“Lo stimo come persona, gli sono riconoscente a vita, non mi ha mai toccato con un dito”) e le vicende strappalacrime raccontate durante l’intervista sono inutilizzabili per ammorbidire l’opinione pubblica: il presumibile scopo di quella intervista.

In queste ore sta avvenendo una vero braccio di ferro tra l’azienda, titolare di questo contenuto, e il Web che moltiplica questo video per evitare che sparisca.

La soluzione trovata dalla blogosfera, al momento, è stata quella di pubblicare il frame che il giornalista Massimo Gramellini, ospite a “Che tempo che fa” su Rai3, fece vedere qualche giorno dopo.

Dunque, in questa vertigine di scatole cinesi mediatiche, su YouTube è possibile al momento vedere uno spezzone di trasmissione che ha fatto vedere uno spezzone di trasmissione. Scherzi dei media 2.0, e terrore degli avvocati.

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