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Apple abbassa il limite per investire su iAd

Apple ha abbassato il limite minimo di investimento per approdare su iAd da 1 milione di dollari a 500 mila dollari.

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iAd è la piattaforma pubblicitaria progettata da Apple per l’advertising su iPad. Promuovere il proprio brand sui canali iAd (che consente peraltro agli sviluppatori di monetizzare le proprie creazioni per App Store) è però cosa limitata, fino ad oggi, ad una ristretta elite di grandi aziende che potevano permettersi di scommettere su questa avventura almeno 1 milione di dollari. Apple ha voluto ora abbassare questo livello ed aprire così le porte ad un maggior numero di inserzionisti.

Il limite è stato dimezzato ed ora per portare le proprie pubblicità sul canale iAd è “sufficiente” un budget pari a 500 mila dollari. L’abbassamento del limite è tuttavia forte e la conseguenza sarà quella per cui ora saranno molti di più i gruppi interessati ad un tentativo: Apple potrebbe così trovarsi in mano un numero crescente di creazioni in concomitanza con un numero crescente di spazi pubblicitari da servire (trend direttamente proporzionale alla crescita di applicazioni su App Store e di utenti su iOs).

Fino ad oggi iAd è stato un progetto per molti versi limitato, ma sul quale Apple ha intenzione di investire ancor molto. I primi brand saliti a bordo hanno evidentemente ricavato buone soddisfazioni e su 60 inserzionisti della prima ora è ora possibile calcolare un 100% di rinnovi (non è dato sapersi però se il budget investito, alla luce del limite abbassato del 50%, rimanga paritetico o meno rispetto all’esordio). I gruppi rimasti fuori hanno invece contestato ad Apple il rigido controllo imposto sulle creazioni dei pubblicitari, qualcosa che ha scoraggiato alcune aziende dal partecipare al progetto.

Apple si sta muovendo con cautela nel settore. Il limite alto imposto alla prima tornata ha permesso di trattare con pochi grandi gruppi (senza particolari problemi di budget) servendo al meglio le loro esigenze. Il secondo step vedrà un allargamento della base ed una moltiplicazione delle inserzioni. Il terzo step procederà probabilmente nella stessa direzione, tentando così di trasformare iAd da una piattaforma per pochi ad una opportunità per tutti. O almeno per molti.

Fonte: All Things D • Notizie su: