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Microsoft scommette sulle interfacce naturali

Nei laboratori Microsoft si studiano nuove soluzioni per le interfacce grafiche naturali, in favore di una migliore interazione uomo-macchina.

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Nel futuro di Microsoft il concetto di Natural User Interface rappresenta più che un’idea. Il gruppo di Redmond è costantemente al lavoro per la realizzazione di nuove tecnologie in grado di offrire un nuovo livello di interazione per gli utenti grazie all’utilizzo di dispositivi di acquisizione video. Proprio in questi giorni giungono da Microsoft alcuni assaggi delle soluzioni attualmente in fase di studio nei laboratori dell’azienda, relativi alla possibilità di utilizzare il corpo umano come un vero e proprio dispositivo di input, ma non solo.

In un primo esempio viene mostrato un nuovo sistema per l’utilizzo di un volto per la realizzazione di un avatar da utilizzare poi sulla piattaforma di gioco Xbox. A differenza delle metodologie attualmente adottate per trasformare i volti in avatar, la nuova tecnologia targata Microsoft permette di riproporre anche eventuali movimenti labiali o rotazioni della testa, grazie alla registrazione di filmati in 2D che con un apposito algoritmo vanno a comporre poi l’immagine tridimensionale grazie alle diverse angolature riprese.

Steven Bathiche, co-fondatore del progetto Surface, mette invece in luce ulteriori progetti sui quali Microsoft sta investendo le proprie risorse economiche ed umane. In questo caso l’argomento principale è l‘interazione tra l’uomo ed i sistemi di elaborazione digitale attraverso la rilevazione dei movimenti tramite riprese video effettuate da una camera posizionata al di sopra o al di sotto della superficie con la quale si vuole interagire. Un apposito algoritmo di elaborazione permette poi di trasformare quelli che possono sembrare movimenti privi di senso in un qualcosa che il sistema digitale può interpretare come input.

L’ultima tecnologia è basata sullo studio dei raggi luminosi e delle loro deviazioni in seguito ai movimenti del corpo, aprendo dunque importanti spiragli verso nuove soluzioni d’uso, grazie alla possibilità di individuare l’esatta posizione degli utenti al di là di uno schermo, offrendo loro immagini diverse a seconda della rispettiva distanza o angolazione rispetto al display.

Fonte: CNet • Notizie su: