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Facebook accresce l’autostima

Uno studio della Cornell University dimostra come l'utilizzo di Facebook possa accrescere la propria autostima, aiutando molte persone ad aprirsi.

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Spendere tempo a taggare foto, visualizzare profili, commentare post e più in generale navigare fra le pagine di Facebook potrebbe non essere del tutto una perdita di tempo. A sostenerlo è un team di ricerca della Cornell University, che a seguito di un’analisi condotta su un campione di 63 studenti ha emesso il proprio verdetto: Facebook accresce la propria autostima.

Tali studenti sono stati chiusi in un laboratorio con dei computer e ad alcuni di essi è stata data la possibilità di aggiornare il proprio profilo Facebook per alcuni minuti, dopo di che è stato somministrato loro un questionario per conoscere il livello di autostima di ciascuno di essi. Il risultato finale ha visto in cima alla classifica coloro che hanno utilizzato il social network di Palo Alto, con un livello di considerazione verso sé stessi più alto rispetto ai restanti membri del campione.

«A differenza di uno specchio, che ci ricorda chi siamo realmente e può avere effetti negativi sull’autostima, Facebook può mostrare una versione positiva di noi. Non una versione distorta, ma una positiva» spiega il professor Jeffrey Hancock. Aprire il social network più celebre del web vuol dire quindi tuffarsi in un nuovo mondo fatto di tag, status e richieste di amicizia, nel quale il proprio ego può in molti casi staccare la spina dal mondo reale e aumentare la considerazione di sé stessi.

Il modo di presentarsi online è infatti sensibilmente diverso dal tradizionale approccio fisico con le altre persone: sulla propria bacheca si cerca infatti di far comparire solo il meglio di sé, mostrando esclusivamente ciò che si ritiene opportuno, con conseguente aumento dei commenti positivi da parte di amici e parenti. Già in passato alcuni studi hanno verificato l’effettiva utilità del web nell’aiutare le persone ad uscire dal proprio guscio per interagire con il prossimo, sbloccando la propria personalità ad aprirsi verso il mondo esterno. Quello condotto dalla Cornell University ne è con ogni probabilità una conferma.

Fonte: Cornell University • Via: Daily Mail • Notizie su: