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Steve Jobs: il ritorno per iPad 2

La grande rivelazione del keynote di ieri non è iPad 2, bensì Steve Jobs: l'uomo è ancora, a tutti gli effetti, il volto e il leader di Apple.

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La grande sorpresa del keynote di ieri sera non è stata la presentazione di iPad 2, di cui ormai si sapeva quasi tutto, bensì la presenza di Steve Jobs. Per molti giorni si è ipotizzata la diserzione dell’iCEO dato il suo congedo per malattia e, in effetti, Tim Cook sembrava la persona più accreditata per condurre questo evento Apple. Ma il leader di Apple non è proprio riuscito a stare lontano da una delle sue creature più amate, il tablet targato Mela, e con la sua solita capacità di affascinare gli spettatori ha cavalcato il palco di San Francisco.

Nelle ultime settimane su Jobs si è detto di tutto. Uno scoop del National Enquirer ne dichiarava la morte imminente e, per controprova, ne mostrava alcune traumatizzanti foto a cui si sono aggiunti anche dei video. Ma lo Steve Jobs che il pubblico ha ritrovato ieri sera sembrava ben lontano dagli azzardi della stampa: dimagrito, come ormai un paio di anni a questa parte, forse stanco ma tutt’altro che sofferente o barcollante. E, tanto per smentire le indiscrezioni che lo volevano completamente calvo a causa della chemioterapia, Steve ha sfoggiato, se così si può dire, la sua solita acconciatura.

La presenza di Jobs al keynote appare tutt’altro che casuale. A causa dei rumor sulle sue condizioni di salute, alcuni investitori avevano sollevato delle proteste nei confronti dell’azienda affinché svelasse i piani di successione dell’iCEO. Una proposta, quest’ultima, bocciata dal meeting annuale degli azionisti che, tuttavia, è stata in grado di instillare il dubbio sui media. La partecipazione di Jobs, di conseguenza, ha voluto lanciare un forte segnale al mercato: Steve è ancora presente e segue con partecipazione attiva i progressi di Cupertino e, non ultimo, continua a essere il volto e l’ispirazione della società. È una rassicurazione, a conti fatti, per gli shareholder più dubbiosi e anche per il pubblico spaventato dalle notizie sul suo conto. Ed evidentemente il CEO di Apple è riuscito in questo scopo, catalizzando l’attenzione della platea per una lunga ora, con energia e senza alcun intoppo.

Fare una diagnosi in base all’apparizione a un keynote è, senza dubbio, tanto azzardato quanto le funeste previsioni del National Enquirer. Ma, allo stesso tempo, fornisce una valida speranza per tutti coloro che si augurano che Jobs possa ancora dimostrare la propria genialità per moltissimo tempo.

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