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L’e-health vale 12,4 miliardi di euro annui

Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, valuta che l'e-health potrebbe consentire di risparmiare 12,4 miliardi di euro annui.

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Grazie al passaggio ad una nuova dimensione informatizzata, il mondo della sanità italiana potrebbe avanzare fino a 12,4 miliardi di euro all’anno. La cifra è quella stimata dall’on. Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione, secondo il quale oltre il 10% della spesa annua del sistema sanitario potrebbe essere investito altrove se solo si riuscisse a mettere in piedi il complesso sistema di riforme con cui si spera di portare nel nuovo millennio il settore.

Il ministro ha espresso le proprie convinzioni in occasione dell’audizione in Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria. Al centro del dibattito v’era il piano di digitalizzazione della sanità previsto nel Piano e-Gov 2012 (pianificazione presentata ad inizio 2009 con cui venne messo in preventivo un investimento pari a 1,3 miliardi di euro per ottenere in seguito forti ritorni in termini di ottimizzazione e taglio delle spese successive).

I risultati finora raggiunti portano a guardare con ottimismo ai prossimi passi da compiere, soprattutto tenendo conto dei significativi benefici che derivano dall’applicazione delle nuove tecnologie digitali all’intero comparto della salute. Sviluppare l’e-Health in Italia è un nostro impegno prioritario: come confermano anche alcune stime elaborate da Confindustria, grazie all’introduzione delle ICT nella Sanità è infatti possibile ottenere un risparmio complessivo pari a 12,4 miliardi di euro in un anno (pari all’11,7% della spesa sanitaria). Proprio per questo il Piano e-Gov 2012 ha previsto per la Sanità un portafoglio di interventi condiviso da tutte le amministrazioni operanti a livello centrale, regionale e locale, in grado di aumentare il tasso di adozione delle ICT nel settore e garantire uno sviluppo omogeneo dei servizi primari sul territorio, creando le precondizioni per l’offerta di servizi ad alto valore aggiunto. L’obiettivo è far sì che entro il 2012 siano semplificati e digitalizzati i servizi elementari e create le infrastrutture per una erogazione di servizi sanitari sempre più vicina alle esigenze dei cittadini, migliorando il rapporto costo-qualità e limitando sprechi/inefficienze

Se il primo passaggio è stato quello dei certificati di malattia per le aziende, i prossimi step coinvolgono direttamente il privato con due progetti che cambierebbero in modo sostanziale il rapporto oggi intercorrente tra il pubblico e gli apparati sanitari: le ricette mediche online («sostituzione delle prescrizioni farmaceutiche e specialistiche e dei certificati di malattia cartacei con documenti digitali, secondo gli standard del Fascicolo Sanitario Elettronico») e l’avvio di un fascicolo sanitario telematico («rendere disponibile ai cittadini la propria storia clinica nel c.d. Fascicolo Sanitario Elettronico, assicurando che tale patrimonio informativo, dematerializzato e conservato alla fonte sia disponibile per ogni cittadino, nel pieno rispetto privacy. Ciò consente di migliorare i processi di diagnosi e di cura»). Entrambi i passaggi consentono di velocizzare, semplificare e monitorare le procedura con maggior efficacia, offrendo vantaggi tanto al sistema nel suo complesso quanto al singolo nelle sue esigenze personali.

Trattasi però di progetti ancora da porre in essere e di non facile realizzazione se non attraverso una vasta collaborazione di tutte le parti coinvolte: va a cambiare infatti un processo consolidato negli anni che, per essere plasmato, impone un passaggio di estrema difficoltà. Ma è questo un passaggio obbligato che la salute, la logica e le finanze impongono.

Fonte: Renato Brunetta • Via: Dowjones • Notizie su: