QR code per la pagina originale

Facebook è pronto a sfidare Groupon

Facebook è pronto a sfidare Groupon: i primi "Facebook deals" prenderanno il via nei prossimi giorni negli Stati Uniti.

,

Anche Facebook è pronto a sbarcare nel mondo degli acquisti di gruppo in stile Groupon. La notizia era già nota e relativa al servizio Facebook Deals, ma la novità odierna è nel fatto che i primi test stanno per prendere piede negli Stati Uniti per toccare con mano le potenzialità che il servizio è in grado di apportare dal punto di vista economico al gruppo.

I primi “deals” saranno attivati in città quali San Francisco, San Diego, Dallas, Atlanta ed Austin: Facebook avvierà così i primi contatti con le attività locali, soprattutto presso piccole e medie aziende, per cercare le migliori modalità con cui tessere la trama di contatti necessaria al fine di costruire un vero anti-Groupon in grado di fare la differenza. Facebook parte nel settore con il piede giusto, forte di una community da circa 600 milioni di utenti alla quale andare a proporre con sicura efficacia le varie offerte che le aziende andranno a promuovere sul network.

Nel momento in cui Groupon ha rifiutato l’offerta di acquisto di Google, il gruppo ha reso evidente quanto ricco possa potenzialmente essere il mercato dei “deals” online: Living Social è il secondo grande nome ad investirvi le proprie attività (spalleggiato da Amazon), mentre Google ha già fatto sapere di volervi scommettere a breve. Bing sarà presto del gruppo al pari di Google, ma lavorando ad un livello differente in qualità di semplice aggregatore.

L’arrivo di Facebook completa la gamma di un settore che entro il 2015 promette un giro d’affari da circa 3.9 miliardi di dollari: promessa a cui Facebook, il nuovo astro della costellazione del Web, non può non attingere a piene mani. Il tutto si inserisce peraltro nel solco di una forte differenziazione degli introiti a cui Facebook ambisce per il breve periodo: al lavoro già una collaborazione con Skype per le videochiamate ed una nuova modalità di accesso ai contenuti cinematografici tramite affitto degli streaming a colpi di “mi piace”.

Fonte: Bloomberg • Notizie su: