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Il DOJ avrà i dati Twitter su Wikileaks

Il DOJ avrà accesso ai dati di alcuni account Twitter direttamente ricollegati al team Wikileaks: una sentenza apre gli archivi del network ai federali.

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Il Dipartimento di Giustizia statunitense avrà la possibilità di accedere a tutta una serie di dati identificativi di alcuni responsabili del progetto Wikileaks. La cosa è resa possibile da una sentenza con la quale ai federali è concesso l’accesso ai dati di coloro i quali gestiscono account Twitter in qualche modo ricollegati alle attività del sito di julian Assange e del Cablegate.

La discussa sentenza è firmata Theresa Buchanan, la quale ha respinto le richieste dei gruppi di tutela della privacy che vedono nella richiesta del DOJ una intollerabile invasione di campo. La American Civil Liberties Union e la Electronic Frontier Foundation ha già annunciato appello criticando nel merito la decisione, ma la situazione va analizzata in un contesto ben più ampio ed organico. Il governo USA, infatti, sta combattendo da tempo la propria battaglia contro Wikileaks e contro Julian Assange, tanto che si ipotizza un possibile arrivo del giornalista australiano di fronte ad una Corte statunitense nel caso in cui si arrivasse all’estradizione verso la Svezia e di qui agli Stati Uniti.

Theresa Buchanan ha dovuto verificare la legittimità delle richieste del DOJ sulla base del primo e del quarto emendamento. In particolare la sentenza indica la possibilità di accedere ai dati poiché i diretti responsabili dei singoli account avrebbero già collegato pubblicamente la propria identità all’account stesso.

La richiesta del DOJ è relativa agli account di Birgitta Jonsdottir, membro del parlamento islandese a più riprese vicina alle attività di Wikileaks; Julian Assange, fondatore del sito; Bradley Manning, primo sospettato della fuga di notizie che ha portato al cablegate; Jacob Appelbaum, rappresentate USA del sito; Rop Gonggrijp, attivista olandese vicino al team di Assange. Dei singoli account il DOJ avrà tutti i dati personali e gli IP, con la possibilità così di ricostruire buona parte dei processi di collaborazione che stanno dietro il sito che più di ogni altro ha messo in crisi i rapporti diplomatici USA con il resto del mondo.

Fonte: CNET • Notizie su: