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iPad 2: i processori A5 ai raggi X

Chipworks conferma che i processori A5 impiegati nei primi iPad 2 commercializzati sono prodotti da Samsung

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A pochi giorni dal lancio dell’iPad 2 negli Stati Uniti, è già stato scritto di tutto sul nuovo tablet di Cupertino, con analisi approfondite in merito alle funzionalità, alle migliorie introdotte rispetto al predecessore e in qualche caso anche relativamente ai primi problemi riscontrati, come nel caso del display. C’è però chi è andato a scavare più in profondità, guardando da vicino la struttura delle componenti hardware integrate. Chipworks ha addirittura fatto ricorso ai raggi X per lo studio del nuovo chip A5, scoprendo che a produrlo è Samsung, come precedentemente ipotizzato.

Dello stesso parere anche un tecnico della UBM TechInsights, che sulle pagine di AppleInsider ha confermato l’azienda sudcoreana come fornitrice delle CPU. A svelarlo sarebbe stata l’analisi comparativa fra le connessioni dei transistor presenti nel chip A5 e quello A4 della passata generazione. Nulla di particolarmente eclatante, se non fosse che proprio la scorsa settimana la società di Cupertino aveva dichiarato di aver firmato un accordo con Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. per la produzione dei processori A5.

La nuova partnership dovrebbe dunque attivarsi nel prossimo periodo, con TSMC che probabilmente assumerà gradualmente il ruolo di fornitore principale. La scelta di Apple è un’ovvia conseguenza del fatto che oggi più che mai Samsung rappresenta un concorrente, sia in ambito smartphone, dove la linea di prodotti Galaxy è in diretta competizione con iPhone, sia nel segmento tablet, con i Galaxy Tab proposti sul mercato.

Dalla ricerca di Chipworks è emerso anche che le dimensioni del chip A5 sono sensibilmente maggiori rispetto a quelle della versione A4: 10,1×12,1 mm contro 7,3×7,3 mm. Anche in questo caso, il dato non sorprende, in considerazione della natura dual core del nuovo processore. iFixit ha invece smontato pezzo per pezzo l’iPad 2, scoprendo che per far convivere un’autonomia così elevata e un’ottima potenza di calcolo è stato necessario aumentare le dimensioni della batteria.

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