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Lo schermo dell’iPad 2 come il Display Retina?

I display di iPad 2 e iPhone 4 a confronto, con risultati incoraggianti per lo schermo del nuovo tablet

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Sono stati in molti a storcere il naso quando Apple, alla presentazione dell’iPad 2, ha smentito le indiscrezioni relative alla presenza del Retina Display sul nuovo dispositivo. Lo schermo, già visto sui più recenti modelli di iPhone e iPod touch, si è fatto apprezzare per l’elevata risoluzione e per la densità dei pixel tale da rendere al meglio le immagini. C’è però chi ha analizzato a fondo il display del tablet, giungendo alla conclusione che qualitativamente non ha nulla da invidiare a quello equipaggiato dallo smartphone, aloni luminosi a parte.

Si tratta di Raymond Soneira, presidente di DisplayMate Technologies, che ha condotto una serie di test approfonditi sugli schermi dei due device. La conclusione? L’hardware che costituisce il pannello LCD dell’iPad 2 è di eccellente fattura e, attraverso il rilascio di aggiornamenti software da parte di Apple, il tablet potrà migliorare ulteriormente l’antialiasing applicato alle immagini e il sistema di controllo automatico della luminosità. Variare il valore di 132 ppi (pixel per pollice) che caratterizza iPad 2 è ovviamente impossibile, ma con appositi update sarà dunque possibile rendere meno evidente il divario che separa lo schermo dai 326 ppi dell’iPhone 4.

Un altro elemento da sistemare, come citato poc’anzi, riguarda l’impiego del sensore per la rilevazione dell’illuminazione ambientale. Questo, secondo Soneira, nell’attuale versione di iOS non tiene conto delle variazioni del valore nel tempo, regolando la luminosità con un singolo controllo dopo l’attivazione del dispositivo. Anche in questo caso, il problema potrà comunque essere risolto mediante un aggiornamento software.

Sarà probabilmente l’iPad 3 a introdurre per la prima volta nel segmento tablet il Retina Display. Apple ha infatti rinunciato alla possibilità di integrarlo nella seconda generazione del prodotto a causa degli elevati costi di produzione, che avrebbero gonfiato eccessivamente il prezzo finale per gli acquirenti.

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