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Microsoft abbatte la botnet Rustock

Microsoft annuncia di aver smantellato la botnet Rustock, da cui proviene il 39% dello spam a livello mondiale.

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Operazione b107 conclusa con successo. Ad annunciarlo è Microsoft, che rende nota di essere riuscita a stroncare una delle principali fonti di spam a livello mondiale. La botnet Rustock, da cui proviene il 39% dei messaggi di spam inviati in tutto il mondo, è stata infatti definitivamente debellata, grazie al duro lavoro svolto dal team di Microsoft che si occupa della lotta al crimine informatico.

Con oltre un milione di computer/zombie adescati nella rete, Rustock era in grado di inviare quotidianamente diversi miliardi di email spazzatura a malcapitati utenti. La complessità della botnet ha reso necessario un ingente sforzo da parte del team di sicurezza di Redmond, che alla fine è riuscito a prendere il controllo dei server che giostravano l’intera attività. Per evitare nuovi casi, Microsoft ha inoltre preposto misure di controllo atte a rintracciare ogni eventuale segnale relativo alla nascita di una nuova botnet.

Il gruppo di Redmond si è in primis costituito parte civile nel caso portato in tribunale, per poter procedere nei confronti della rete che infrangeva tra le altre cose anche alcuni marchi di proprietà Microsoft. Una volta avuto il consenso da parte dei giudici, la società è partita all’attacco, riuscendo a conquistare il fulcro dell’intera infrastruttura di spam e smantellandola sin dalle sue fondamenta. Il prossimo obiettivo è quello di aiutare gli utenti i cui computer sono stati infettati dai malware legati a Rustock, permettendo loro di poterne riprendere il totale controllo.

L’operazione targata Microsoft non è la prima nella storia del gruppo: già lo scorso anno il team di sicurezza della società aveva permesso di mettere la parola fine al fenomeno Waledac, un’altra delle principali botnet del web. In seguito allo smantellamento di Waledac, i dati registrati dagli enti di sicurezza parlavano di un calo del 12% nello spam mondiale: l’impatto di quest’ultima operazione potrebbe essere anche superiore, data il vasto bacino d’utenza coinvolto nella rete, infliggendo così un nuovo colpo ad un fenomeno che in passato ha però dimostrato una capacità di rigenerazione senza pari.

Fonte: Technet • Immagine: Isabelle Palatin • Notizie su: