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YouTube introduce lo stabilizzatore di immagini

YouTube, dopo l'acquisizione di Green Parrot, ha introdotto una funzione di stabilizzazione di immagini per migliorare la qualità dei video caricati.

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Youtube ha conquistato il primato tra i servizi di video-sharing sulla rete e, dopo aver raccolto quantità enormi di video, ora pensa a migliorare la loro qualità. Infatti Google ha messo a disposizione degli utenti del suo popolare sito una funzione di stabilizzazione delle immagini, qualcosa con cui migliorare facilmente e rapidamente quanto girato con device di fortuna quali fotocamere o smartphone.

Questa nuova caratteristica dovrebbe migliorare la qualità dei video caricati, soprattutto quelli che presentano forti vibrazioni dovute a riprese precarie fatte a mano libera. In realtà il toolkit, denominato YouTube Editor, è già presente sul sito dall’estate scorsa, ma si potevano effettuare inizialmente solo semplici operazioni: con il passare del tempo sono state introdotte nuove funzionalità per la regolazione della luminosità e del contrasto.

Solo pochi giorni or sono Google ha annunciato l’acquisizione di Green Parrot, gruppo irlandese che sviluppa algoritmi per l’ottimizzazione delle immagini dei video: preludio all’introduzione dello stabilizzatore appena annunciato, nel giro di pochi giorni la tecnologia è stata immediatamente assorbita sul sito.

Aprendo l’Editor vengono mostrati tutti i video caricati dall’utente come miniature: è possibile quindi trascinarne uno e quindi editarlo. La funzione di stabilizzazione, ovviamente, si occupa del ritaglio di una minima porzione di immagine per poter ottenere la stabilizzazione. Basti guardare ai seguenti video ottenuti con la telecamera di un iPad 2 per poter notare le differenze.

Video senza stabilizzatore

Video con stabilizzatore

Una novità interessante, quindi, che permetterà ad un bacino di utenza molto più ampio di migliorare le proprie opere video senza disporre di costosi software o potenti elaboratori. Allo stesso tempo, YouTube diventa una vetrina sempre più appetibile per quanti vogliono portare online i propri video e le proprie testimonianze senza scendere a penalizzanti compromessi con la qualità.

Fonte: New York Times • Via: Mediabistro • Notizie su: