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Apple vs Nokia, il primo round è della Mela

L'ITC ha stabilito che Apple non viola alcun brevetto di Nokia. Nessun blocco delle importazioni, ma una decisione definitiva arriverà il 1 agosto.

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La lotta tra Nokia ed Apple ha un suo primo, provvisorio, verdetto: la società di Cupertino non viola alcun brevetto depositato dal gruppo finlandese e dunque le importazioni non debbono essere bloccate. A stabilirlo è stato James Gildea, giudice della Internal Trade Commition, cui si era appellata Nokia per far valere le proprie ragioni nei confronti del colosso della Mela in relazione a 5 specifici brevetti (soltanto una piccola parte del più vasto scambio di accuse in corso tra i due gruppi).

La diatriba tra i due giganti del mondo tecnologico trova le sue origini nell’ottobre 2009, quando Nokia ha accusato Apple di aver violato circa 10 brevetti legati a tecnologie quali GSM, UMTS e WLAN. Da allora è stato tutto un continuo susseguirsi di attacchi e denunce da una parte e dall’altra, con citazioni in tribunale che sono piovute a più riprese sui due fronti. Una vera e propria guerra fredda tra due dei nomi più importanti nel settore dell’elettronica di consumo, combattuta a colpi di brevetti e licenze sbandierati nei confronti dell’avversario.

La decisione dell’ITC non è definitiva, ma dovrà trovare conferma nella valutazione che il prossimo 1 agosto sarà effettuata dall’intera commissione. Per tale motivo Nokia, tramite un suo portavoce, ha reso noto di voler attendere nuovi sviluppi prima di pianificare una nuova strategia d’attacco. La situazione può infatti essere ribaltata nel caso in cui la commissione dovesse rintracciare effettive violazioni dei brevetti citati dal gruppo: in tal caso potrebbe giungere un blocco dell’importazione dei prodotti Apple, con la società di Cupertino che partirebbe immediatamente al contrattacco per far valere le proprie ragioni. Da Cupertino, per il momento, non è giunto alcun commento sulla vicenda.

Il primo round vede uscire dunque la Mela vincente, ma prima di poter esultare Steve Jobs e soci dovranno attendere che la situazione diventi definitiva. Lo scontro tra le due società è più aperto che mai, con gli avvocati nel ruolo di soldati armati di penna e carta, pronti a rivendicare il possesso di tecnologie per cui sono stati investiti miliardi di dollari nel corso degli anni.

Fonte: Bloomberg • Via: New York Times • Notizie su: