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Marchi e pubblicità nelle conversazioni di GroupMe

GroupMe ha lanciato un nuovo servizio per mettere in comunicazione marchi e utenti su una piattaforma condivisa.

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GroupMe ha lanciato un nuovo servizio relativo alla propria offerta per le comunicazioni collettive. GroupMe è infatti una azienda che si occupa di messaggistica di gruppo, permettendo all’utenza di creare piccole reti private che comprendono, per esempio, gruppi di amici con i quali scambiare messaggi di tipo “uno a molti”. La novità presentata consentirà ora anche ai marchi commerciali di creare propri gruppi: gli stessi verranno visualizzati come argomenti di conversazione suggeriti, trasformando di fatto la messaggistica di gruppo in un nuovo canale di advertising.

In una normale chat di GroupMe potranno essere mostrati dei messaggi relativi al marchio contenenti novità, offerte o pubblicità varia. Attualmente alla nuova iniziativa hanno aderito marchi come Oxygen Media, MTV, Bon Jovi, Bonnaroo Music & Arts Festival e Coachella. Per esempio Oxygen utilizzerà il sistema per creare dei messaggi appositi per il suo programma Bad Girls Club, mentre MTV lo userà per America’s Best Dance Crew.

Jared Hecht, CEO di GroupMe, ha dichiarato: «Fondamentalmente stiamo lavorando con i marchi lì dove ci sono casi di utilizzo intuitivo. Eventi live (persone che vanno ad un festival musicale), spettacoli televisivi (persone che guardano una serie con un gruppo di amici) e artisti/musicisti (la band preferita da me e i miei amici)». L’applicazione diventa pertanto una piattaforma condivisa per comunicare con una massa di persone, un modo intelligente per rendere più pervasiva la comunicazione di eventi mainstream.

Rimangono, tuttavia, dei dubbi sull’effettivo funzionamento economico del sistema. In un settore in cui perfino Twitter e Facebook hanno faticato nel trovare il modo per sfruttare il lato economico della comunicazione e trarvi guadagno, sussiste il lecito dubbio per cui la messaggeria di gruppo debba faticare non poco per trovare un equilibrio redditizio proprio. Tuttavia il lancio quasi contemporaneo di Google Disco, che presenta un meccanismo del tutto simile, sembra essere la conferma per cui il settore possa avere una qualche potenzialità inespressa di potenziale interesse economico.

Fonte: GroupMe • Via: Sfgate • Notizie su: