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Google “recluta” James Gosling

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Si annuncia come un vero e proprio “colpo di mercato” quello messo a segno da Google, che ha deciso di portare dalle parti di Mountain View il papà della Java virtual machine James Gosling.

Gosling, in forza da anni a Sun prima e Oracle poi, dopo l’acquisizione, è stato infatti la mente che negli anni ’90 diede il suo contributo alla creazione della macchina virtuale Java, diventata il fulcro per la portabilità di questa tecnologia sulle più svariate piattaforme.

L’arrivo di Gosling a Google ha però altre valenze che vanno oltre agli ovvi risvolti sul capitale umano del gruppo, valenze dal vago sapore legale che si ricollegano direttamente alla contesa giudiziaria aperta da Oracle contro BigG, colpevole di aver utilizzato tecnologie proprietà di Oracle nel sistema operativo mobile Android.

L’oggetto della contesa è la macchina virtuale Java Dalvik, che Mountain View ha implementato in Android senza rispettare la proprietà intellettuale del legittimo proprietario, cioè Oracle per l’appunto, dando il via ad una battaglia legale per il riconoscimento di tali diritti.

Adesso però, con l’arrivo a Google di Gosling, il gruppo sembra volersi cautelare portando dalla sua parte una figura chiave legata al mondo Java, una novità che potrebbe avere sicuramente un peso sulle conseguenze che potrebbero arrivare dalla decisione della corte chiamata a dirimere la questione, una cautela utile nel caso in cui il colosso dei motori di ricerca dovesse uscire penalizzato dalla vicenda.

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