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Google entra nel NFC Forum

Google è tra le aziende che ricopriranno un ruolo di primaria importanza nel NFC Forum, con l'obiettivo di evolvere e promuovere la tecnologia

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Che la tecnologia NFC (Near Field Communication) sia destinata a ricoprire un ruolo di primaria importanza sui dispositivi mobile del futuro è ormai cosa nota. A dimostrarlo è l’interesse verso questa nuova tipologia di comunicazione dimostrata, in modo più o meno esplicito, da alcuni protagonisti importanti del mercato: si è parlato più volte dell’integrazione di un chip NFC nel prossimo iPhone e anche le recenti mosse di un colosso come American Express sembrano puntare in questa direzione. Quando a fare il suo ingresso nell’associazione di aziende che si occupa di definire e promuovere lo standard è Google, il quadro appare infine completo.

Fra le 32 new entry del NFC Forum c’è dunque anche bigG, che va ad inserirsi direttamente tra i Principal Members, a fianco di realtà come AT&T, RIM, Sony Ericsson, LG e Motorola. A questa ristretta cerchia di membri vengono riconosciuti alcuni privilegi, come quello di poter avanzare candidature per posti di rilievo all’interno dell’associazione, proporre e contribuire alla realizzazione di iniziative, ma soprattutto condurre test e processi di certificazione all’interno delle proprie strutture. Quest’ultimo dettaglio assume particolare importanza, in quanto consente di portare avanti lo sviluppo della tecnologia senza fornire i dispositivi a terzi.

Se è ancora forse troppo presto per definire con esattezza quelle che in campo pratico saranno le applicazioni dello standard NFC, alcune indicazioni aiutano a fare qualche ipotesi. Il sistema potrebbe essere impiegato per consentire i pagamenti mediante device portatili in modo semplice e veloce. A tale scopo, secondo quanto ha riportato nelle scorse settimane il Wall Street Journal, Google ha già avviato una fase di test in collaborazione con MasterCard. Anche la presenza di un modulo adibito a tale scopo nello smartphone Nexus S (con sistema operativo Android) e la recente acquisizione di Zetawire sembrano confermare l’intenzione.

C’è poi l’ambito dell’advertising che, dopo il recente abbandono dei codici QR sul servizio Google Places, potrebbe trovare proprio nella Near Field Communication la via per assottigliare ancor di più il già impalpabile divario tra il mondo reale e quello del Web. A beneficiarne sarebbero sia gli utenti, che potrebbero accedere in modo immediato e intuitivo a informazioni o promozioni relative alla location in cui si trovano, sia le attività commerciali, che avrebbero accesso a un numero smisurato di potenziali clienti con un investimento relativamente contenuto.

Fonte: TechCrunch • Via: Softpedia • Notizie su: