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Android, cosa c’è nel Marketplace per tester

La versione dedicata ai tester dell'Android Marketplace è finita per errore sullo smartphone di un utente, che ha fornito interessanti anteprime.

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Acquistare uno smartphone Android, aprire il Marketplace per aggiornare i software disponibili e scoprire che, al posto della tradizionale versione dello store dell’androide, si è in possesso di un edizione destinata ai tester. È quanto accaduto a Tim Schiesser di TechFrom 10, che ha potuto così mostrare in anteprima diverse novità in fase di sviluppo in quel di Mountain View.

L’Android Test Marketplace, a livello grafico, non si presenta particolarmente differente rispetto alla tradizionale versione. A cambiare in maniera sostanziale sono le applicazioni: totalmente assenti quelle a pagamento, le app disponibili sono per lo più di vecchia data, da testare o software ufficiali Google che prima o poi potranno sbarcare nella versione ufficiale dello store. Un nuovo campo è presente in ogni app, il cui scopo è quello di contenere i voti provenienti dagli utenti, confermando dunque le voci riguardanti l’arrivo di un sistema di rating delle applicazioni.

Una delle applicazioni più interessanti tra quelle disponibili e funzionanti testate da Schiesser vi è un riproduttore multimediale che ricalca molto da vicino quello già disponibile per tablet nella versione 3.0 di Android. Diverse le funzionalità in più rispetto al tradizionale strumento per la riproduzione di brani musicali caricato di default da Google negli smartphone basati sul proprio sistema operativo, e più in generale migliore il livello di usabilità dell’app secondo l’autore dell’anteprima. Nel riproduttore multimediale figura inoltre la presenza di un sistema di integrazione con Google Music, il servizio cloud-based orientato alla musica: la cosa, oltre a confermare l’esistenza di Google Music, sembra preludere ad un prossimo rilascio con cui Google cercherà di sfidare Amazon e di anticipare iTunes in questa nuova ennesima rivoluzione del mondo musicale.

Numerose applicazioni disponibili in tale store non sono rintracciabili in alcun modo all’esterno, come ad esempio alcune applicazioni di prova realizzate da Sony ed alcuni carrier statunitensi quali Verizon e T-Mobile. Altre invece sono firmate Big G, come ad esempio Google Gallery 3D New 10.2, Google Camera v12 e Google Desk Clock 10, tutte installabili ma non funzionanti. Quanto pubblicato fornisce dunque una ricca panoramica sui piani futuri di Google per quanto riguarda Android ed il relativo store. Venuta a conoscenza dell’errore, però, la società ha prontamente rimosso da remoto la versione di test dello store, fornendo al possessore dello smartphone la tradizionale edizione destinata agli utenti. E chiudendo così il buco della serratura dal quale Schiesser stava sbirciando.

Fonte: Tech From 10 • Notizie su: