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Apple compra 12 petabyte per iTunes

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Nonostante la recente costruzione di una propria serverhouse nel Nord Carolina, Apple sembra nuovamente affamata di spazio su disco. Il catalogo di iTunes è ormai sterminato e, così, si sono resi necessari degli storage più capienti. Per questo Cupertino ha ordinato a Isilion System ben 12 petabyte di storage scale-out, corrispondenti a più di 12 milioni di Gigabyte.

Ufficiosamente la motivazione risiede nella necessità di fornire un servizio sempre più veloce e capiente per il download di video destinati agli utenti di iTunes Store, ma i rumor in Rete invece ipotizzano si tratti di una mossa in vista del lancio dei nuovi servizi cloud based.

La scelta dello storage scale-out, ovvero una serie di nodi di archiviazione collegati fra loro, si rivelerebbe molto più vantaggioso in termini di costi e dimensioni rispetto a una server farm vera e propria, garantendo però prestazioni del tutto simili.

Il sistema ben si presterebbe a ospitare i contenuti user-generated e le librerie iTunes dei singoli utenti, andando così a confermare l’ipotesi che i prossimi prodotti targati Mela, in particolare quelli su piattaforma iOS, saranno dotati di un appeal prettamente cloud. Le indiscrezioni su Mobile Me sono ormai numerose, mentre di pochi giorni fa è la notizia dell’imminente implementazione di Photo Stream, il social cloud fotografico di Cupertino.

Un ulteriore rumor recente, inoltre, andrebbe a confermare questa ipotesi: Cupertino starebbe lavorando su una sorta di Smart TV, probabilmente l’evoluzione dell’attuale Apple TV, che garantisca la fruizione di video, musica, fotografie e, cosa più importante, videogiochi senza la necessità di un salvataggio fisico dei contenuti sul dispositivo in uso. Qualora fosse vero, è più che giustificabile la necessità di ulteriore spazio su disco da poter utilizzare in remoto.

Non bisognerà attendere molto per scoprire se la Mela in salsa cloud vedrà finalmente la luce. Le novità di OS X e di iOS, infatti, verranno presentate a giugno al WWDC e, con tutta probabilità, la nuvola di contenuti sarà il centro dell’intero evento.

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