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Apple rallenta il RIM Playbook

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Sapevamo già che il peso di Apple sulla bilancia delle compravendite di componentistica elettronica può decidere prezzi e disponibilità delle memorie Flash a livello globale. Ora, però, sembra che il fenomeno si stia ripetendo anche nell’approvvigionamento di display touchscreen, tant’è che RIM si trova costretta a fronteggiare inaspettati ritardi sulla tabella di marcia originariamente prevista per il suo Blackberry PlayBook.

Stando alle indiscrezioni riportate su DigiTimes, il PlayBook avrebbe dovuto debuttare lo scorso 19 marzo a 499$ ma, a causa della difficoltà nel reperimento di componenti chiave, ha subito un improvviso slittamento di un mese circa. E la colpa, a quanto pare, è di Cupertino:

“Le nostre fonti produttrici di pannelli touch hanno inoltre sottolineato che le consegne di PlayBook saranno posticipate di circa un mese rispetto ai piani originale, sia per via di ritardi nello sviluppo del software sia a causa della scarsità di pannelli che Apple ha causato prenotando per sé gran parte della capacità produttiva.”

Ovviamente si tratta di una notizia non ufficialmente confermata, ma non è difficile credervi. È noto da diversi mesi che, col suo shopping, Apple rappresenta il maggior acquirente al mondo di display touchscreen, e questo stato di cose provoca ulteriori problemi ai competitor, già tormentati dall’handicap d’essere partiti in ritardo all’assalto del nuovo mercato dei tablet. Il problema più urgente di RIM, per ora, è che ha presentato il PlayBook più di sei mesi fai, introducendo un OS e funzionalità piuttosto moderne rispetto all’iPad di allora. L’errore è stato quello di pensare che Apple sarebbe stata ferma a dormire sugli allori, e invece iPad 2 colma tutte le lacune del suo predecessore. Se RIM vuole davvero essere competitiva dovrà smettere di fronteggiare l’iPad attuale, bensì concentrarsi su quello che verrà.

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