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Batterie al litio, scampato pericolo per Apple

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La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, uno degli organi che compongono il Congresso USA, ha decretato che le batterie al litio equipaggiate dalla maggior parte dei dispositivi elettronici portatili oggi in commercio non verranno classificate come materiale pericoloso. Una decisione che permette ad Apple e altri grandi produttori di tirare un sospiro di sollievo.

La proposta iniziale, avanzata dal reparto Pipeline and Hazardous Materials Safety Administration del Dipartimento dei Trasporti americano, prevedeva l’introduzione di misure di sicurezza aggiuntive per il trasporto aereo dei carichi contenenti grandi volumi di batterie al litio. L’obiettivo della legislazione sarebbe stato quella di scongiurare il rischio di eventuali incidenti dovuti al surriscaldamento, o addirittura alla possibilità che le batterie potessero prendere fuoco durante il volo.

Secondo quanto riportato in un’indagine condotta dalla Rechargeable Battery Association, una volta entrate in vigore, le nuove imposizioni avrebbero portato le aziende del settore a spendere 1,13 miliardi di dollari in più del previsto ogni anno, per far fronte ai costi necessari per la dotazione di packaging a norma e altre spese logistiche.

Le tematiche riguardanti la sicurezza delle batterie al litio hanno iniziato a tenere banco a partire dal 2006, quanto alcuni produttori di notebook, Apple compresa, si sono visti costretti a ritirare dal mercato un gran numero di batterie (molte delle quali fabbricate da Sony), in seguito a diverse segnalazioni riguardanti l’eccessivo surriscaldamento delle stesse, sufficiente in alcuni casi a far letteralmente prendere fuoco ai dispositivi.

L’approvazione della nuova legge avrebbe reso ulteriormente complessa la situazione attuale in merito alla fornitura di batterie. In seguito al terremoto e allo tsunami che il mese scorso hanno colpito il Giappone, intatti, Apple si è vista costretta a mettere mano al portafogli per coprire le spese extra dei produttori, scongiurando così il rischio di non poter soddisfare la domanda di iPhone, iPod e iPad nei mesi a venire.

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