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Facebook condivide i suoi hardware in chiave ecologica

Uno speciale annuncio ha occupato ieri la sala stampa di Palo Alto: Facebook condividerà i suoi progressi sui data center, che hanno permesso un grande risparmio energetico.

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Montagne di dati su schede madri, server, case di computer, sistemi di alimentazione e raffreddamento. Può sembrare banale, ma non lo è affatto se questo know-how è di un’azienda colossale come Facebook, il social network che ha deciso sin dall’inizio di adottare propri server e hosting, creando un suo data center nell’Oregon.

Un’esperienza preziosa, tanto che Mark Zuckerberg ha annunciato questa decisione di aprire le porte alle stanze hardware della sua creatura con una diretta su Facebook Live davanti ai blogger di mezzo mondo prima di lasciare la parola ai tecnici.

Il fulcro di questa esperienza sta tutta, appunto, a Prineville, dove gli ingegneri hanno lavorato per ridurre al minimo gli sprechi e risparmiare energia in chiave ecologica, arrivando a soluzioni macro, come il riscaldamento degli uffici con l’aria calda dei server, e micro, una minuziosa carrellata di soluzioni tecniche. Il risultato sta in cifre inequivocabili: consumi energetici calati del 38%.

Il progetto, chiamato Open Computer Project è sicuramente un passo avanti sia nella politica verde di Big F (consapevole di essere un grande produttore di CO2), sia nella condivisione della conoscenza.
I datacenter di Facebook

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