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Google può acquistare ITA Software

Il DOJ ha dato il via libera a Google per l'acquisizione della ITA Software: se saranno rispettate alcune regole, il DOJ non ha nulla da obiettare.

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Google ha comunicato l’approvazione da parte del DOJ dell’acquisizione di ITA Software, operazione da tempo al vaglio delle autorità per i potenziali problemi creati in tema antitrust. La stessa Federal Trade Commission sta indagando sull’operazione, ma prima di esprimere qualsivoglia giudizio ha fatto sapere di voler attendere la decisione del Dipartimento di Giustizia.

Jeff Huber, responsabile Google che ha comunicato la notizia tramite il blog ufficiale del gruppo, sottolinea il fatto che ITA software continuerà ad operare come fatto in passato, ma d’ora in poi il tutto sarà operato sotto il diretto controllo di Google. L’operazione consentirà al motore di integrare nei propri meccanismi di ricerca nuove informazioni tali per cui, cercando un viaggio aereo online, l’utente possa trovare informazioni utili a raggiungere il risultato più utile per completare l’acquisizione più conveniente e nel minor tempo possibile.

Uno schiaffo a Bing Travel ed altri servizi similari in ogni senso, quindi, ma il tutto con il pollice alto del Department of Justice: nel comunicato ufficiale il dipartimento rende noto il fatto che a Google sono stati imposti specifici paletti da rispettare, limiti operativi che costringono Google ad un comportamento tale da non porre vincoli al mercato ed alla libera concorrenza.  Google in particolare dovrà continuare a concedere in licenza i servizi ITA Software ed al tempo stesso dovrà garantire un proseguimento delle attività finanziando ricerca e sviluppo nel gruppo acquisito.

Ogni altra questione dovrà essere valutata volta per volta, ma il DOJ si è detto favorevole all’acquisizione poiché, nel rispetto di talune regole, il tutto non va ad ostacolare il mercato dell’acquisto dei biglietti aerei online. Google tenterà ora di chiudere quanto prima l’acquisizione per procedere rapidamente verso la fornitura del servizio sul motore di ricerca. Per la concorrenza, invece, non resta che trovare altre vie o ricorrere nuovamente all’antitrust: la Federal Trade Commission potrebbe essere pronta ad ascoltare e non ha fatto mistero di nutrire non pochi dubbi sulla regolarità di una operazione di questo tipo.

Fonte: Google Blog • Immagine: Marina Avila • Notizie su: