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Safari e il “do not track”

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Anche Safari si unirà alla schiera di software per la navigazione (al fianco di Firefox, Chrome e Internet Explorer) che dispongono, in un modo o nell’altro, di un sistema “do not track”. Al momento Apple sta testando la funzionalità nella release beta del browser all’interno del nuovo Mac OS X Lion, disponibile inizialmente soltanto per gli sviluppatori. Come riportato sulle pagine del Wall Street Journal, l’introduzione avverrà con il rilascio della prossima versione di Safari, previsto con tutta probabilità nel corso dell’estate.

L’adozione del “do not track” e la tutela della privacy di chi compie attività sul Web rappresentano temi che negli ultimi mesi hanno tenuto banco a livello internazionale. In Europa, così come negli Stati Uniti, gli organi competenti hanno chiesto di semplificare il modo in cui gli utenti possono esprimere la propria volontà affinché le informazioni riguardanti la propria navigazione non finiscano nelle mani di chi si occupa di pubblicità online.

Microsoft aveva pensato di introdurre un sistema simile già con Internet Explorer 8, rimandandone però l’integrazione al più recente IE9, quasi in contemporanea con quanto fatto da Mozilla in Firefox 4. Google invece, per il momento, si è limitata a mettere a disposizione un add-on chiamato Keep My Opt-Outs per Chrome, in grado di inviare ai network di advertising la richiesta di non salvare e utilizzare i propri dati.

Lo sforzo delle software house deve però necessariamente incontrare la collaborazione dei pubblicitari, obiettivo fino ad oggi non pienamente raggiunto. Se questi infatti non assicurano la propria disponibilità a rispettare le volontà dei navigatori, l’efficacia del principio di funzionamento su cui si basano i sistemi “do not track” viene meno.

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