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Vittorio Arrigoni, il pacifista che usava i social network

È stato impiccato Vittorio Arrigoni, l'attivista italiano rapito a Gaza dagli estremisti salafiti. Era famoso per la sua attività di blogger.

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È stato trovato impiccato, scovato troppo tardi dalle forze di Hamas che con un blitz avevano cercato di liberarlo. I rapitori di Vittorio Arrigoni, l’attivista dell’International Solidarity Movement che da tre anni viveva e operava nella striscia di Gaza, non hanno neppure aspettato la scadenza dell’ultimatum. E la Rete oggi esprime tutto il suo sconcerto, quella stessa Rete che lui usava come strumento di lavoro. Basta leggere i post su Big F oppure seguire l’hashtag #Vittorio Arrigoni.

Arrigoni, brianzolo 36enne, era infatti il classico blogger di trincea, che utilizzava il suo profilo Facebook e soprattutto il suo blog, molto celebre, GuerrillaRadio, per testimoniare la sua attività sempre ai confini tra Palestina e Israele.

Il video in cui compariva bendato e sanguinante, catturato da un gruppuscolo di estremisti salafiti, ha girato il mondo, e anche se nelle ultime 24 ore Hamas aveva intrapreso una grande caccia all’uomo per salvarlo, tutto è stato inutile.

Si tratta di un evento tragico che colpisce la comunità pacifista mondiale, ma sarebbe ingiusto non ricordare come Arrigoni aveva anche molti nemici, a partire dal alcuni movimenti filoisraeliani che non gli avevano perdonato la sua attività, fin da quando nel 2008 era sbarcato sulle coste su una nave di aiuti umanitari per Gaza. Il sito stoptheism, che addirittura lo aveva segnalato con una scheda e aveva ricordato la sua attività di scudo umano, ha scritto un commento sarcastico, forse troppo duro:

“Abbiamo scritto su Vittorio Arrigoni, uno scudo umano che correva in giro per Hamas. In una classica dimostrazione di gratitudine araba, è stato ucciso ieri da terroristi arabi. Arrivederci, Arrigoni…”

Vittorio Arrigoni, oltre che blogger, era anche scrittore: il suo ultimo libro è intitolato “Restiamo umani“. Negli ultimi giorni aveva scritto con delle note su Facebook dei bombardamenti su Gaza contro la popolazione civile, difendendo le posizioni di Hamas, che aveva proclamato la tregua.

Le immagini di Vittorio Arrigoni

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