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L’e-commerce sfida l’UE e chiede maggior tutela

Pixmania.com e Venteprivee.com esprimono il proprio disaccordo nei confronti delle misure adottate dall'UE per la regolamentazione dell'e-commerce.

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L’industria dell’e-commerce si schiera contro le nuove misure del Parlamento Europeo che, spiega un apposito comunicato diramato in queste ore, potrebbero porre un pesante ostacolo allo sviluppo del settore con obblighi che, lungi dal determinare una reale apertura del mercato, porrebbero invece un importante freno alle imprese ed un pericoloso volano ai prezzi.

Nell’ambito della Proposta di Direttiva sui diritti dei consumatori, il Parlamento europeo lo scorso 24 marzo ha approvato una serie di misure che potrebbero seriamente pregiudicare lo sviluppo dell’e-commerce  in Europa.

A seguito di questa decisione, Pixmania.com, il leader dell’e-commerce in Europa, e vente-privee.com, leader in Europa nelle vendite evento-online, convengono che queste misure sono eccessive e sproporzionate.

Punto primo: «secondo la Proposta di Direttiva sui diritti dei consumatori, i siti di commercio elettronico saranno, innanzitutto, obbligati a consegnare i loro articoli in tutta Europa». Il che favorisce sì il mercato aperto, ma vincola al tempo stesso le scelte strategiche delle aziende interessate.

Punto secondo: «mentre nella maggior parte dei Paesi europei attualmente il cliente dispone di 10 giorni per cambiare idea e restituire un prodotto, l’Europa ha deciso di estendere a 14 + 14 giorni la durata legale del diritto di recesso (14 giorni per la notifica + 14 giorni per la restituzione dell’articolo). In questo modo la durata del diritto di recesso è portata in totale a circa 1 mese: ovvero, un termine 3 volte superiore rispetto a quella attualmente esistente». Il che avrebbe peraltro una ulteriore ricaduta negativa sulle aziende dovuta al fatto che un eventuale rimborso dovrebbe avvenire prima ancora di aver ricevuto un prodotto restituito e quindi prima ancora di aver potuto verificare la bontà della contestazione.

Punto terzo: «per un ordine superiore a 40€, l’azienda sarà tenuta a rimborsare le spese di rispedizione (oltre alle spese di consegna) al cliente che, in capo a 14 giorni, potrebbe cambiare idea e decidere di restituire il prodotto».

Tali misure si riveleranno dannose anche per gli stessi consumatori i consumatori e provocheranno delle ripercussioni inevitabili sul livello generale dei prezzi. Tenuto conto del basso tasso dei margini applicato nell’e-commerce, la maggior parte delle aziende non avrebbe altra scelta che aumentare i propri prezzi di vendita su Internet.

Pixmania e Venteprivee.com chiedono pertanto che l’UE rivaluti la propria posizione prima che le misure diventino legge continentale a tutti gli effetti. Non solo: i due gruppi chiedono altresì al Governo di schierarsi al loro fianco rifiutando l’appoggio al testo adottato testo adottato dalla commissione Mercato interno e Protezione dei Consumatori (IMCO).

Tali misure metteranno a rischio l’equilibrio finanziario di molte aziende europee incidendo negativamente sui loro bilanci.

In primo luogo, a causa del costo diretto che esse rappresentano. Di fatto, per un ordine di 40€, la perdita diretta per il venditore può essere stimata intorno ai 10€ (senza contare la perdita legata al reso di prodotti danneggiati).

In secondo luogo, queste misure causeranno un forte aumento della quantità di prodotti restituiti, poiché incoraggeranno alcuni clienti ad ordinare più prodotti alla volta, spesso senza neppure la reale intenzione di acquistarli.

L’impatto di questo provvedimento si rivelerà ancora più significativo, nella misura in cui la gratuità delle spese di consegna e di restituzione si applicherà a tutti gli ordini, compresi quelli per i prodotti consegnati all’altro capo dell’Unione Europea.

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