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Microsoft vs Google: Panda affossa Ciao

Microsoft contesta a Google le dinamiche dell'aggiornamento Panda denunciando il fatto che il traffico verso Ciao sia crollato nel Regno Unito del 94%.

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Nome in codice: Panda. Trattasi dell’aggiornamento che Google ha apportato ai propri algoritmi sul motore di ricerca in lingua inglese, avente per finalità prima quella di migliorare la qualità dei risultati abbassando il ranking dei siti meno interessanti ai fini della ricerca. Ma i risultati sono stati in taluni casi eclatanti, tanto da accendere una ridda di polemiche tra Google e Microsoft per il modo in cui il motore di Mountain View è andato ad affossare il traffico di un servizio concorrente.

Dall’introduzione di Panda in data 11 aprile, infatti, il traffico verso il sito Ciao.co.uk (di proprietà Microsoft) sarebbe crollato del 94%. Microsoft ha denunciato l’accaduto suggerendo la possibilità per cui Google possa aver scelto deliberatamente di affossare il traffico verso il gruppo “nemico”, adoperando così la propria posizione di controllo sul mercato della ricerca a proprio vantaggio. Non è peraltro questa una accusa nuova, anzi: le parti sono già in tribunale per stabilire come e se Google sfrutti la propria posizione di controllo per fare il bello ed il cattivo tempo nella ricerca online.

Google, da parte sua, respinge con forza le accuse spiegando che Panda, semplicemente, abbassa la rilevanza di alcuni siti per evitare contenuti duplicati o privi di valore: analisi, report e contenuti originali sono un valore aggiunto che il motore di ricerca intende premiare, mentre un basso tempo sul sito ed un alto rimbalzo rappresentano valori che andranno a penalizzarne la posizione. Tra i siti maggiormente penalizzati nel Regno Unito si segnalano eHow, Twenga, Shopzilla ed AssociatedContent.

“Ciao” è tra i gruppi più penalizzati assieme a molti nomi dello shopping online e dell’informazione hi-tech, ma nel caso della proprietà Microsoft il taglio sarebbe stato tanto profondo (-94%) da metterne radicalmente in discussione il modello di business. Al momento Panda non è ancora stato applicato alle ricerche in italiano, ma al termine dei test sarà esteso a livello internazionale. A quel punto la scure calerà anche su altri nomi, cambiando (secondo Google in modo non radicale, coinvolgendo in modo sostanziale una bassa percentuale di query) gli equilibri odierni della ricerca online.

Fonte: BBC • Via: Guardian • Immagine: Mozzercork • Notizie su: