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L’UE vuole più neutralità: no ai filtri sul VoIP

La Commissione Europea avvierà domani un tavolo di discussione per imporre maggior neutralità sulla rete europea. Si discuterà anche dei filtri al VoIP.

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La Commissione Europea presenterà domani 19 aprile le proposte per la promozione di una rete internet continentale neutrale che elimini a priori le violazioni effettuate dagli operatori di rete e dai fornitori di servizi internet.

In maniera simile a quanto realizzato negli Stati Uniti, l’obiettivo dunque è quello di arrivare al più presto ad una legge apposita che regoli la gestione del traffico di rete in maniera da offrire l’assoluta neutralità agli internauti, anche se l’Unione Europea preferisce agire con cautela e valutare dunque con calma tutte le proposte che arriveranno in tal senso. Il fine prefissato dalla Commissione Europa è importante perché mira ad impedire che gli operatori tentino di migrare gli utenti verso servizi a loro favorevoli dando un colpo secco alla concorrenza: cosa ritenuta inaccettabile.

Come riporta un documento redatto dalla stessa Commissione, si sottolinea come i problemi della rete europea sono dettati proprio da una strategia anti-concorrenziale dei fornitori di servizi internet, causati anche da scarse regolamentazioni nazionali ed una negativa copertura mediatica. E il tutto accade nonostante il quadro normativo delle telecomunicazioni approvato alla fine del 2009, che impone ad operatori e fornitori di dare ai consumatori più informazioni possibili sul servizio che si apprestano ad utilizzare, sulle modalità di gestione del traffico e tutto ciò con un sistema che permetta una facile migrazione tra un provider ed un altro.

Con le proposte che saranno discusse domani si punterà non a caso anche ad una maggiore semplicità per il consumatore finale nel passaggio tra diversi operatori, nonché ad un alleggerimento della gestione del traffico dati.

Sotto il mirino dell’Unione Europea ci sono in particolare anche operatori italiani che bloccano il traffico VoIP attraverso dispositivi mobile a meno che non si paghi una tariffa extra sul normale costo dell’abbonamento (il riferimento al caso Vodafone è tutto fuorché vago). Lo stesso accade a quanto pare in Austria, Germania, Paesi Bassi, Portogallo e Romania.

Fonte: Euractiv.com • Notizie su: