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La FTC identifica falsi siti di informazione

La FTC lancia l'allarme negli States: attenzione ai siti fasulli che veicolano informazioni false su servizi e prodotti per incoraggiarne l'acquisto.

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La Federal Trade Commission ha puntato il dito contro alcuni siti Web che, fingendosi semplici siti di informazione, spacciavano in realtà notizie fasulle create ad arte per promuovere particolari prodotti (nel caso specifico prodotti dietetici). Tutto su questi siti era fasullo, ma l’utente non ha armi per difendersi se non un legittimo sospetto che non tutti i lettori sanno però far proprio.

“News 6 News Alerts”, “Health News Health Alerts”, “Health 5 Beat Health News” ed altri ancora: il loro scopo era soltanto quello di posizionare particolari contenuti, così che gli utenti in cerca di informazione potessero trovarsi di fronte ad improbabili recensioni confezionate ad hoc per convincere della bontà del prodotto. Un esempio su tutti è un articolo dal titolo “Acai Berry Diet Exposed:  Miracle Diet or Scam?” nel quale è chiaro il tentativo di far passare il testo della pagina come una prova su un prodotto dietetico con false dimostrazioni e false testimonianze.

E se l’azione della FTC prende corpo nello specifico degli Stati Uniti, la situazione è però la medesima in tutto il mondo. Una semplice ricerca suggerisce ad esempio ora la testimonianza di un’utente italiana caduta nel raggiro:

….ragazzi..sono stata una stupida… ho ordinato i campioni gratuiti poichè ho cercato un po’ di recensioni su internet e mi dicevano che era sicuro! Dopo cercando bene ho notato che in tanti sono stati truffati…ho messo i dati della mia ricaricabile..non riesco però a mettermi in contatto con loro via telefono per disdire l’ordine di prova poichè da cellulare è impossibile! Ho mandato mail ma non ho ancora ricevuto risposta… oddio cos’ho fatto!

L’azione della FTC si è resa necessaria in seguito alle ripetute segnalazioni di utenti che, raggirati dalle news lette online, hanno acquistato i prodotti indicati senza ottenere alcun risultato. Lo schema è chiaramente truffaldino, ma fa leva su una entità difficilmente controllabile come la Rete: i siti ospitavano peraltro loghi ABC, Consumer Reports ed altro ancora per aumentare l’efficacia dell’inganno, riuscendo così a raggiungere il risultato ed a monetizzare le proprie iniziative di comunicazione.

È cosa risaputa il fatto che spesso e volentieri l’utente medio cerchi un prodotto online prima di acquistarlo. Si cercano in Rete articoli, commenti, raffronti e quant’altro per avere le idee più chiare, per procedere con acquisti più consapevoli. Una ricerca eseguita senza la necessaria attenzione può però veicolare su siti del tutto inattendibili, i cui contenuti sono assorbiti come verità e determinano pertanto effetti deleteri. L’azione della FTC è in questo caso mirata, ma pone in evidenza un problema vasto e serio con cui la Rete deve confrontarsi. L’azione dall’alto può soltanto colpire casistiche macroscopiche, mentre l’educazione dei singoli alla navigazione è quanto va posto in essere per instillare le necessarie misure precauzionali e la necessaria consapevolezza dei singoli click.

Fonte: FTC • Via: Search Engine Watch • Immagine: Frank Mahon • Notizie su: