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Microsoft contro i4i: ultimo atto davanti alla Corte Suprema

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La violazione dei brevetti è un argomento quasi quotidiano, con le maggiori aziende che si scontrano per stabilire la paternità delle proprietà intellettuali. La diatriba legale tra Microsoft e i4i risale però al 2007, quando l’azienda canadese ha accusato big M di infrangere un brevetto relativo alla tecnologia Custom XML.

i4i ha vinto il primo grado di giudizio e l’appello, ottenendo una ingiunzione che ha bloccato la vendita di Word 2003. L’ultimo atto si svolgerà davanti alla Corte Suprema; in caso di sconfitta, Microsoft dovrà sborsare un risarcimento di 290 milioni di dollari.

Durante l’audizione svoltasi due giorni fa, l’avvocato Thomas Hangar ha sostenuto che i giudici dovrebbero rigettare il requisito che obbliga l’imputato in una causa per violazione di brevetto a dimostrare l’invalidità di un brevetto.

In altre parole, secondo il legale di Microsoft, la legge dovrebbe essere cambiata in modo da abbassare l’onere della prova necessaria per invalidare un brevetto. La legge attuale quindi limiterebbe l’innovazione e la competizione tra le aziende. L’obiettivo dell’azienda è rendere più semplice invalidare un brevetto di un’altra azienda per favorire la concorrenza.

Il presidente di i4i, Loudon Owen, è invece certo della vittoria finale, in quanto Microsoft non ha presentato nessuna motivazione legale in base alla quale la legge dovrebbe essere modificata.

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