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Anche Amazon contro l’App Store di Apple

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Ricorderete le accuse di Microsoft contro Apple, colpevole di aver scelto un marchio registrato estremamente generico per il proprio App Store, e probabilmente rammenterete anche la risposta per le rime di Cupertino, secondo cui anche Windows è un brand estremamente generico. Ora al pasticciaccio si aggiunge anche Amazon, con richiesta formale formulata di fronte al giudice federale di far decadere tutti i diritti sul trademark della discordia.

Il problema è sempre quello, e in questo la difesa di Amazon è totalmente allineata con quella di Microsoft: il termine “negozio di App” sarebbe troppo generico per poter essere un’esclusiva della Mela. E a riprova del fatto che persino Apple parla di generici “app store“, agli atti del processo sono state aggiunte le esatte parole di Steve Jobs pronunciate durante la presentazione dei risultati fiscali dell’ultimo trimestre 2010, tradotte qui di seguito per comodità:

“Quindi ci saranno almeno 4 app store su Android, nei quali i clienti dovranno frugare per trovare l’app che desiderano, e gli sviluppatori saranno costretti a lavorare per distribuire le loro app ed essere pagati. Questo sarà un vero e proprio casino sia per gli utenti che per gli sviluppatori. Paragonate ora questo scenario con l’App Store integrato di Apple, che invece offre agli utenti l’app store più grande e più facile da usare, precaricato su ogni iPhone.”

Per il momento, la corte deve ancora esprimersi sulla richiesta di ingiunzione preliminare che vieti l’uso del termine “app store” ad Amazon, ma è chiaro che il mondo della tecnologia in generale sta tutto col fiato sospeso. Su questo cavillo, infatti, verrà basato il futuro di parecchie grandi società che operano nel comparto mobile.

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