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PSN, Sony spiega i motivi del ritardo

Sony spiega di aver dovuto tardare le comunicazioni agli utenti del PlayStation Network a causa delle difficili indagini in corso sull'accaduto.

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È ancora una volta Patrick Seybold, Sr. Director, Corporate Communications & Social Media di Sony, a pelare la patata bollente del PlayStation Network. Tramite il blog ufficiale PlayStation, infatti, Seybold puntualizza alcuni punti relativi al black-out degli ultimi giorni e, soprattutto, porta la lingua dove il dente duole: il ritardo Sony tra la scoperta dell’accesso ai server e la comunicazione agli utenti.

Questa la timeline: tra il 17 ed il 19 aprile v’è stato accesso non autorizzato ai server del PlayStation Network; il 20 aprile i server sono stati spenti non appena è stata chiara la gravità del problema; dal 21 aprile in poi il gruppo ha iniziato a chiedere agli utenti di pazientare ed ha promesso lavori solleciti per ripristinare; solo il 23 aprile il problema è emerso in qualità di attacco e non di semplice problema ai server: Sony ha spiegato l’accesso indebito, ma non ha fornito altre informazioni. E si arriva alle ultime ore, all’ammissione Sony circa la perdita dei dati ed i conseguenti rischi per gli utenti.

A poche ore dall’ammissione, Sony compie un passo ulteriore: spiega perché vi sia stato tanto ritardo tra la scoperta del problema e la comunicazione agli utenti. Il gruppo, infatti, addebita una tempistica tanto lunga alla necessità di coinvolgere esperti esterni ai quali si è chiesta una indagine forense approfondita per capire la natura dell’attacco, per valutare quali dati siano stati trafugati e per identificare i colpevoli. Tra le cose che si intendono capire, inoltre, v’è anche il motivo alla base dell’attacco: Sony non si sbilancia ancora su alcuna matrice ed alcun movente, spiegando semplicemente di rispettare le indagini in corso.

Una apposita FAQ è stata pubblicata per fornire ulteriori dettagli, ma il tutto non si discosta da quanto trapelato poche ore fa: l’utenza dovrà porre particolare attenzione ai propri account, nella speranza di non aver già dovuto pagare dazio per il ritardo Sony nelle comunicazioni. Ritardo che, asserisce Sony, è legato strettamente ai tempi delle indagini e degli interventi sui server.

Fonte: PlayStation Blog • Notizie su: