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Facebook la caccia: il suo nome è Kate Middleton

Chiamarsi Kate Middleton può essere un problema. Soprattutto se non si è principessa e se a causa della semplice omonimia si viene cacciati da Facebook.

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Si annuncia come l’evento mediatico più importante degli ultimi anni, ma il matrimonio reale tra il Principe William e Kate Middleton ha già creato molti problemi alle donne che hanno la sfortuna di avere lo stesso nome della futura regina di Inghilterra. Una ragazza di Boston, ad esempio, è stata bannata da Facebook con l’accusa di aver creato un falso profilo sul social network. Ma la situazione sembra essere ben diversa.

La Kate Middleton americana, originaria di Louisville (Kentucky), ha infatti 32 anni, lavora in un negozio di biciclette a Concord (Massachusetts) e, in comune con la Kate inglese, ha solo il colore dei cappelli. Nonostante ciò, è stata più volte contattata dai giornalisti che le avrebbero addirittura anche chiesto di parlare con accento british. I problemi per Kate sono iniziati a gennaio quando ha scoperto di non poter più accedere a Facebook, in quanto il suo account era stato sospeso. In seguito ha anche scoperto che erano stati eliminati i tag in tutte le sue foto. La Middleton di Boston ha espresso la sua frustrazione scrivendo con un messaggio su Twitter:

Facebook ha disabilitato il mio account per aver usato un nome falso. La vera Kate Middleton può alzarsi per favore?

Dopo aver inviato una email a Facebook spiegando il qui-pro-quo legato all’omonimia con la principessa, la ragazza ha potuto riavere il suo account una settimana più tardi. Gli stessi inconvenienti dovuti all’omonimia con la futura moglie del Principe William sono capitati ad altre tre donne, due inglesi e una australiana, tutte bannate da Facebook e tutte riammesse sui rispettivi account dopo aver provato che il loro vero nome fosse realmente Kate Middleton.

La Kate statunitense ha comunque avuto l’occasione di sfruttare nel modo migliore questa inattesa notorietà, promuovendo un tour ciclistico da Boston a Provincetown che si svolgerà a luglio per aiutare la raccolta di fondi per la sclerosi multipla. Del resto tutto si può quando il nome è… “reale”.

Fonte: Associated Press • Notizie su: