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Google accusata di aver spiato gli utenti Android

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Dopo Apple, che in questi giorni ha dovuto difendersi dall’accusa di aver spiato i propri utenti senza aver prima né informato né chiesto il loro consenso, tocca adesso a Google difendersi da analoghe accuse.

A quanto si apprende, due utenti di Oakland, nel Michigan, sono intenzionati a portare avanti una class action contro bigG per chiedere un risarcimento di 50 milioni di dollari, adducendo che il gruppo americano si è reso colpevole di aver spiato indebitamente i possessori dell’HTC Inspire 4G, dispositivo basato sul sistema operativo Android.

Secondo i promotori dell’azione legale, Android integra una tecnologia in grado di rilevare e memorizzare i dati sulla posizione dello smartphone, cosa che pregiudicherebbe la privacy degli utenti.

Google da parte sua ha già fatto sapere, tramite un comunicato stampa, di non essere colpevole, in quanto gli utenti sono informati riguardo il sistema che tiene traccia dei movimenti, tanto che la funzione può essere disattivata, e che comunque i dati registrati vengono archiviati in forma anonima, quindi senza alcun legame con l’identità del possessore dell’apparecchio.

Il gruppo californiano ha anche assicurato che tale tecnologia non è stata implementata con lo scopo di spiare, ma che sarà utile in futuro, quando grazie ad un apposito aggiornamento software essa sarà utilizzata per alcune funzioni a loro volta pienamente gestibili dall’utente.

La posizione di Google è quindi chiara, ma questo non eviterà ai suoi responsabili di dover rispondere alle accuse davanti al giudice, per una nuova vicenda legale che si apre e che vede ancora una volta uno dei giganti della tecnologia accusato di mettere a rischio la riservatezza del pubblico.

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