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Sarkozy: al G8 si parlerà di Internet

Sarkozy ha convocato un meeting apposito in occasione del prossimo G8 per parlare del Web e delle sue regole. Partendo dal fisco.

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Il Presidente francese Nicolas Sarkozy avrebbe chiesto di poter discutere in occasione del prossimo G8 di una tematica sempre più scottante: il rapporto tra la Rete ed i regimi fiscali nazionali. La Rete, per sua natura, è infatti transnazionale e questa caratteristica facilita i grandi gruppi che operano sul Web nel trovare sistemazioni ottimizzate per il proprio organigramma aziendale al fine di limitare per quanto possibile la tassazione sugli introiti. In Europa è nota ad esempio la predilezione per l’Irlanda, paese ove la tassazione sulle aziende è ridotta e che ha pertanto consigliato ai grandi gruppi USA una sede a Dublino.

Il tema sollevato da Sarkozy non è nuovo ed è tuttavia irrisolto. Il problema in questo caso è probabilmente proprio nel nome di colui che ha sollevato la questione, quel Sarkozy che da tempo ha rapporti difficili con il Web e che con l’introduzione dell’Hadopi ha dato chiaro segno dell’approccio che intende assumere nei confronti di tutto quel che è online. La convocazione di Sarkozy non sembra però in questo caso correlata alle problematiche del diritto d’autore, ma più specificatamente indirizzata ad un approfondimento di natura economica.

All’e-G8 saranno sentiti Eric Schmidt (Google), Jeff Bezos (Amazon) e Mark Zuckerberg (Facebook), i quali tratteranno tematiche quali crescita economica, mobile e privacy. Se il tema centrale è pertanto quello della tassazione, il tutto non potrà che essere contestualizzato in un range più ampio di questioni su cui soprattutto l’Europa sta dimostrando particolare sensibilità.

Parlando nei giorni scorsi al Conseil National du Numerique, Sarkozy ha ribadito la propria posizione: l’UE deve trovare una forma di compromesso con i grandi imprenditori della Rete affinché sia possibile mantenere il tasso di innovazione attuale pur regolarizzando la posizione fiscale dei big nei confronti dei paesi in cui operano. Il riferimento a Google è tutto fuorché indiretto: nel tempo gli approfondimenti nei confronti del gruppo di Mountain View hanno già avuto luogo in Italia, Regno Unito e Turchia, ma una discussione più generale si impone ora per stabilire una regola comune che possa essere seguita a livello internazionale.

Lo scetticismo attorno alla figura di Sarkozy è forte e l’evento sarà pertanto seguito con particolare attenzione per capire ove il primo cittadino francese voglia andare a parare. Formalmente, però, l’e-G8 tratterà di fisco, il che, formalmente, è cosa buona per capire come e se qualcuno stia approfittando dell’attuale deregulation. Appuntamento al 26/27 maggio, quando Sarkozy si presenterà con l’Hadopi in mano e dovrà spiegare come intende regolamentare la Rete a livello mondiale partendo dalla propria esperienza nazionale.

Coglie bene il punto della situazione Arturo di Corinto per Repubblica.it:

non è peregrino pensare che il forum parigino sia l’occasione di riscrivere l’agenda della governance di Internet da parte delle imprese che vogliono trasformarla in una piattaforma commerciale a pagamento ma a quel punto gli Stati autoritari si sentiranno legittimati a darsi una propria agenda e con la scusa di tutelare la proprietà intellettuale potranno mettere in campo azioni per limitare la democrazia politica che attraverso Internet si esprime

Perché a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Fonte: AdWeek • Via: Repubblica.it • Immagine: World Economic Forum • Notizie su: