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Pagheremo con il credito telefonico

TIM, Vodafone, Wind, 3 Italia, PosteMobile e Fastweb si propongono in qualità di mediatori per le transazioni economiche in mobilità.

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Un sistema unico per i pagamenti in mobilità che mette sulla stessa sponda tutti i maggiori carrier nazionali di telefonia mobile: è questa la grande opportunità, e il grande rischio, che il nostro paese sta per affrontare. TIM, Vodafone, Wind, 3 Italia, PosteMobile e Fastweb, uniti per una piattaforma unica condivisa con cui diventa possibile effettuare acquisti e pagamenti utilizzando il proprio credito telefonico.

«Uno standard unico», spiega il comunicato ufficiale, «che trasforma il numero di cellulare nella chiave di autenticazione dei clienti e che rende il telefonino lo strumento di pagamento di contenuti e servizi digitali online.‬ Il lancio di tale iniziativa, a livello di sistema, apre la strada all’m-commerce di massa. Un sistema sicuro e aperto e che si basa su uno strumento straordinariamente diffuso».

Due le possibilità per effettuare i pagamenti: un semplice click per avviare la transazione, oppure l’uso del proprio numero come nome da abbinarsi ad una password di identificazione: «Gli acquisti sono garantiti dai più avanzati standard di sicurezza che gestiscono i dati in modo criptato. Un sistema sicuro e di utilizzo immediato che ha l’ambizione di accompagnare il mercato dei servizi digitali in questa fase di transizione verso nuove modalità di accesso ai contenuti a pagamento. Transizione che sarà facilitata dalla semplicità delle interfacce sviluppate dai partner tecnologici Engineering e Reply».

Ed è questo un sistema che parte immediatamente a spron battuto sia perché ha una forte base di utenti immediatamente raggiungibile (oltre 46 milioni di italiani posseggono una o più SIM), sia perché si avvale fin dall’esordio della patnership con editori e produttori del calibro di Gruppo Caltagirone Editore, Class Editori, Guida Monaci, Espresso, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Microsoft Italia, Mondadori, Monrif/Poligrafici Editoriale, Paperlit, RCS, Shenker, L’Unione Sarda.

Secondo una ricerca di PwC Advisory, che ha supportato gli operatori telefonici nell’iniziativa, la bassa propensione degli italiani a utilizzare carte di credito – con il 90% delle transazioni ancora effettuate in contanti, contro una media UE inferiore al 70% – il ridotto importo medio dei singoli acquisti e la storica inclinazione degli italiani per le comunicazioni mobili, creano le premesse per una significativa crescita potenziale di un mercato già in forte espansione.

Considerando che la maggior parte delle transazioni online avvengono attraverso i circa 3,5 milioni di carte di credito utilizzate a questo scopo, il nuovo modello di pagamento mobile abilita una popolazione di utilizzatori 13 volte superiore a quella attuale.

Da un recente studio emerge inoltre che il 79% dei possessori di smartphone lo usano per acquistare contenuti o servizi (in Italia oggi un telefonino su tre è uno smartphone). A livello globale, si stima che il mercato dei pagamenti in mobilità arriverà a circa 500mld$ entro il 2014. Una crescita senza dubbio favorita e guidata dall’esplosione del numero di smartphone, tablet e negozi digitali (i cosiddetti “AppStore”).

I carrier si propongono così come mediatori nelle transazioni, garantendo l’identificazione dell’utente pagante e garantendo pertanto anche il pagamento stesso. Ma è questa una proposta ancora tutta da scandagliare, perché ancora non è chiaro quale sia il ruolo esatto dei carrier, quali siano le garanzie e quali le possibili conseguenze sul mercato dei pagamenti in digitale.

Fonte: Vodafone Lab • Immagine: Cheong Fong Liew • Notizie su: