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F.3.A.R., hands-on in multiplayer

Il terzo capitolo ci dà un assaggio delle quattro modalità multiplayer indedite.

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F.3.A.R., in uscita il 24 giugno anche in Collector’s Edition, riprende la trama del primo innovativo episodio del 2005, esaltando gli elementi caratteristici come i combattimenti frenetici in un’ambientazione horror, con un’atmosfera di gioco ancora più terrificante e coinvolgente e una nuova modalità co-op per due giocatori divergente: il gameplay più profondo dà ai giocatori abilità profondamente diverse e distintive, che caratterizzeranno il loro stile ed esperienza di gioco.

In F.3.A.R. è possibile vestire i panni di Point Man, un soldato modificato geneticamente con riflessi sovraumani e con l’abilità di poter modificare il tempo, oppure controllare lo spirito del fratello Paxton Fettel, un’entità paranormale che possiede potenti poteri psichici.

La trama

La storia di F.3.A.R. riprende dal secondo capitolo, dove Point Man e la sua squadra di soldati specializzati nel rispondere a minacce di natura paranormale o soprannaturale (F.E.A.R. sta per First Encounter Assault Recon) erano stati ingaggiati per fermare un cannibale dotato di poteri telepatici.

Point Man si rende presto conto che si tratta di suo fratello, Paxton Fettel, che lavorava con la madre, Alma Wade, anche lei dotata di poteri straordinari. Nonostante la rivelazione scioccante, il protagonista devasta la città e sacrifica la maggior parte dei membri della sua squadra per far fronte alla minaccia crescente di Alma, in cinta di un essere che potrebbe distruggere il mondo.

Questa è una premessa fondamentale di F.3.A.R. insieme al ritorno di Fettel dal regno dei morti, con piani non ben definiti ma in ogni caso ancora legato al fratello.

Qui parte la storia del terzo capitolo, in cui due maestri dell’horror, il regista John Carpenter e lo scrittore Steve Niles, hanno dato contributi fondamentali, rispettivamente il primo per rendere le sequenze cinematiche ancora più spaventose e il secondo per scrivere l’intricata trama che rivela le motivazioni e le dinamiche familiari dei protagonisti.

Il team di sviluppo Day 1 Studios, invece, si è concentrato sul modello di gioco, con combattimenti ancora più frenetici e una maggiore interazione con l’ambiente circostante.

Multiplayer: le 4 modalità

La nostra anteprima di F.3.A.R. si è concentrata sulle inedite modalità multiplayer fino a otto giocatori (nell’anteprima era ancora limitata a quattro), in cui potremmo controllare anche Alma come personaggio giocabile.

Day 1 Studios ha sviluppato quattro opzioni, cercando di renderle particolarmente competitive rispetto a quella single player: il lavoro si è concentrato sul controllo della squadra e delle missioni, con una dinamica di gioco che punta a rispecchiare al massimo quella della storia giocabile singolarmente.

Per prima cosa, abbiamo provato Fucking Run!, in cui si ha un tempo limite per una missione di gruppo, in cui la nostra azione è individuale per raggiungere un obiettivo comune. Qui l’importante è stare insieme e ricordarsi di aiutare i compagni feriti: nessuno deve essere lasciato indietro poiché, oltre al tempo limite, bisogna fuggire dal cosiddetto “muro di Alma” che ci sta rincorrendo.

Si parte collezionando più armi possibili prima di aprire la porta del nostro rifugio ed uscire nel mondo esterno. L’azione parte immediatamente per un grande coinvolgimento, caratterizzato da poca strategia e da tanta azione, in cui serve un grande colpo d’occhio e una totale immersione nella frenesia di gioco per non soccombere ai nemici.

Già qui abbiamo apprezzato i buoni effetti di luce e ombre, tra cui lo schermo che diventa grigio quando si è troppo lenti e il muro sta arrivando a noi, anche se alcune texture ci sono apparse ancora grezze in questa preview di F.3.A.R..

Un attimo di pausa, qualche cambio di posto tra i quattro player, e siamo ripartiti con la seconda modalità, Soul King. Qui si parte come Spectre, con la possibilità di possedere corpi nemici; è un tutto-contro-tutti, vince chi s’impossessa di più anime degli avversari, in uno scenario sempre con tempo limite. L’importante, qui, è la tattica di gioco: pur non collezionando punti, in questo caso è utile, per raggiungere più facilmente il proprio scopo, uccidere il nemico e acquisire il suo teschio che fa guadagnare punti preziosi.

In questa modalità abbiamo apprezzato i miglioramenti grafici nella visuale in prima persona: vediamo le braccia dello spettro da noi impersonato che si protendono scheletriche in avanti come un proverbiale zombi (invece quando giochiamo come soldato ottimi sono gli effetti visivi nell’impugnare, ricaricare, mirare e sparare con l’arma scelta).

Questa è l’opzione dove si può comprendere al meglio il lavoro fatto sull’audio di F.3.A.R., con effetti d’atmosfera davvero coinvolgenti, soprattutto quando si controllano i corpi nemici.

In Soul King si nota anche un’arena di gioco discretamente ampia, con strutture aperte e chiuse, poche zone di riparo che ci portano a essere veloci e precisi nei colpi o a scappare quando si rende necessario. Questa modalità prevede tre round ì, alla fine dei quali viene proclamato il “re delle anime”.

Terza e ultima opzione multi player provata è Contractions, che si svolge quando Alma, in dolce attesa, ha le contrazioni: a ognuna di esse arrivano orde di nemici di ogni tipo: soldati, entità paranormali o soprannaturali. Bisogna resistere non solo agli avversari, ma anche alla misteriosa nebbia che avanza inesorabile, chiaramente ispirata al capolavoro horror The Fog di Carpenter.

L’ambiente di gioco è chiuso e in esso i personaggi giocanti si sono barricati: la sfida nella sfida è mantenere integre le barricate per migliorare le proprie difese.

Ottimo il corredo di armi disponibili dentro il rifugio, mentre nelle pause tra le 20 contrazioni cui dobbiamo resistere usciamo all’esterno per collezionare munizioni o per ripristinare le barricate. Ottima in questo scenario anche l’interazione con l’ambiente esterno e la cooperazione con gli altri player: si dividono i compiti e, armati di martello e chiodi, si ricostruiscono le barriere in legno su porte e finestre.

In Contractions il personaggio progredisce, sbloccando abilità sia nell’uso delle armi da fuoco sia nelle azioni a mani nude, come un efficace calcio laterale, utile per abbattere le orde di zombi. La sostanza del gioco però arriva assieme alle orde di avversari armati, quando bisogna dare fondo a tutte le munizioni per farcela. È, forse, questo il livello di scontro più impegnativo di tutte le modalità multiplayer di F.3.A.R. provate.

Inoltre anche qui si vede la mano di Carpenter, essendo chiaro l’omaggio a due suoi classici, Assault on Precint 13 e Ghost of Mars, rispettivamente western urbano e marziano!

L’ultima opzione multiplayer di F.3.A.R. non è stata provata. Si tratta di Soul Survivor, non ancora pronta: è pensata per trasmettere un senso d’orrore crescente nel giocatore. Qui è possibile collaborare o giocare contro il fantasma, con Alma che entra nel team e corrompe un personaggio aggiungendo pepe al gioco.

La particolarità sta nello scoprire l’intruso, oltre a pensare a sopravvivere agli assalti dei nemici mentre il personaggio corrotto, ovviamente, gioca dalla parte dei cattivi cercando di eliminare gli altri player.

In questo scenario, evidente è la mano di Steve Niles, autore del best seller horror 30 giorni di notte, dove i sopravvissuti sono eliminati uno a uno e fatti risorgere come zombi contro chi è rimasto.

Ultime considerazioni

Nel nostro primo approccio a F.3.A.R., limitatamente a tre delle quattro modalità multiplayer, abbiamo notato come il terzo capitolo della saga horror non punti tanto sulla grafica, che comunque si mantiene su buoni livelli per un’esperienza visiva soddisfacente (almeno nella versione preliminare per Xbox 360 che abbiamo provato).

Il team di sviluppo di F.3.A.R. ha lavorato, sfruttando anche i preziosi contribuiti dei maestri John Carpenter e Steve Niles, sull’atmosfera di gioco, con una trama coinvolgente e in grado di progredire in un crescendo di paura e tensione. La storia è più convincente, unitamente a una maggiore qualità artistica e cinematografica delle sequenze d’intermezzo.

Migliorato anche il modello di gioco, con tante novità nel controllo delle armi e nell’interazione con gli altri personaggi e con l’ambiente; su tutto, il controllo di Fettel, la necessità in alcuni scenari di mettere in primo piano la tattica sull’azione, la collaborazione con i compagni d’avventura e le abilità differenti a seconda del personaggio con cui si gioca.

Discretamente ampi gli scenari, ben progettati, ma con poca possibilità di free roaming. In futuro avremo l’opportunità di provare al meglio la modalità cooperativa e il gioco in modalità storia in sigle player, ma per ora possiamo solo ricordarvi che F.3.A.R. sarà disponibile il 24 giugno nei formati PC, PlayStation 3 e Xbox 360.

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