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Google punita per l’advertising farmaceutico

Google avrebbe fatturato centinaia di milioni di dollari di pubblicità relativa all'acquisto illegale di farmaci. In ballo una sanzione da 500 milioni.

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Nei giorni passati Google ha comunicato una possibile spesa improvvisa pari a 500 milioni di dollari a gravare sul bilancio del primo trimestre dell’anno (già annunciato e pubblicato). Google non ha però spiegato ufficialmente il motivo, adducendo il tutto ad una questione legale tra l’azienda ed il Deparment of Justice. La causa è però ora emersa ed è possibile conoscere ciò che sta all’origine di una spesa tanto onerosa: Google avrebbe autorizzato pubblicità di attività illegali ai sensi delle norme che regolano il mercato farmaceutico.

Google nella fattispecie avrebbe consentito ingenti quantitativi di pubblicità legate a farmaci acquisibili in modo illegale, senza ricetta medica e pertanto al di fuori del controllo dei presidi sanitari. La situazione rimane però ancora sostanzialmente nebulosa perché i tempi dell’indagine appaiono strani alla luce delle azioni intraprese da Google soltanto nel 2010 per limitare i problemi legati proprio alle pubblicità illegali di farmaci: secondo quanto traspare oggi, Google potrebbe subire una sanzione proprio nell’ambito in cui ha annunciato radicali interventi di controllo e di filtro.

La sanzione non è stata ad oggi ancora comminata: la previsione di Google è relativa ad un possibile accordo con il DOJ per chiudere la vicenda ed espiare le colpe del passato con una sanzione di entità storica. Né Google né il DOJ, però, hanno rilasciato alcun commento in proposito.

L’accusa nei confronti di Google sarebbe quella di aver fatturato centinaia di milioni di dollari da pubblicità che il gruppo sapeva illegali. Il gruppo di Mountain View si sarebbe pertanto reso complice dell’illecito, traendo di sua sponte profitto da un ambito notoriamente illegale. In ballo vi sono ora 500 milioni di dollari, ma le indagini sarebbero ancora in corso ed il caso non è pertanto ancora chiuso.

Fonte: Wall Street Journal • Via: CNet • Notizie su: