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Sky e Current Tv, lite a colpi di mail-bombing

Current Tv chiede un mail-bombing contro Tom Mockridge di Sky Italia; Tom Mockridge risponde chiedendo un mail-bombing contro Current Tv.

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Prima venne l’invito da parte di Current Tv di scrivere al numero uno di Sky Italia, Tom Mockridge, una email di protesta per far capire quanto l’esclusione del canale dal pacchetto Sky avrebbe pesato sulle scelte d’acquisto degli abbonati. Nel giro di poche ore da Sky Italia giunge la controrisposta, ed ancora una volta l’invito è di agire via mail: Mockridge ha chiesto a coloro i quali hanno inviato la prima mail di protesta di prender visione delle reali condizioni contrattuali tra le parti e di chiederne conto a Joel Hyatt (socio di Al Gore nel progetto). Il tutto, ancora una volta, via email.

La lettera di Sky Italia è stata pubblicata sul sito del gruppo: «Caro amico, cara amica, grazie per la sua email. A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un’offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su Sky (vedi allegato). Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale». Sky respinge pertanto sia le accuse di complottismo politico pro-Berlusconi, sia il mancato apprezzamento da parte del gruppo nei confronti del giornalismo di Current Tv. Sky, piuttosto, sposta completamente l’attenzione sui numeri e sul mercato, argomento sul quale è pronto a sfidare la controparte:

Purtroppo, Joel ha deciso di non accettare la nostra offerta e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di dollari. Si tratta di una richiesta decisamente troppo alta, specie in relazione alle recenti performance del canale. Al Gore ha diffuso dati assolutamente inesatti sull’audience del canale, sostenendo che un abbonato di Sky su due guarda Current una volta la settimana. La realtà, purtroppo, è assai diversa: i dati Auditel dicono che solo un abbonato di Sky su 25 ha guardato Current almeno per 10 minuti in una settimana nel corso del 2011. Lo share del canale è dello 0,03% su media giornaliera e dello 0,02% in prima serata con una media giornaliera di 2.959 telespettatori, come rilevato da Auditel nel 2011. Si tratta di dati in calo del 20% sulla media giornaliera e addirittura del 40% in prima serata, se comparati al 2010. Se il canale avesse raggiunto l’obiettivo di 4500 telespettatori medi giornalieri, concordato nel contratto, la partnership sarebbe stata rinnovata automaticamente per ulteriori due anni

In relazione al possibile complottismo relativo alla necessità da parte di Sky di competere sul piano del digitale terrestre, le argomentazioni di Al Gore sono respinte senza mezzi termini:

Quanto al resto, sono sciocchezze: ho dovuto cercare su Google il nome di Keith Olbermann perché non sapevo chi fosse. La decisione di non rinnovare il contratto con Current quindi non è dovuta ad alcuna cospirazione politica: si tratta semplicemente di una trattativa economica, che ho gestito io con la mia squadra in Italia. Non ho mai parlato con Rupert Murdoch di nessuno di questi temi. E Silvio Berlusconi non ha mai promesso a Sky nessuna frequenza digitale terrestre se ci fossimo liberati di Al Gore. Sfortunatamente Al Gore in Italia non è così rilevante

Alla luce delle nuove indicazioni apportate al dibattito, Mockridge punta pertanto il dito su tutti coloro i quali (su invito di Current Tv) gli hanno inviato in queste ore una mail di protesta. Sky chiama questi ultimi a giudicare le evidenze ed a muoversi con la medesima efficacia, ancora una volta via email:

Dunque se davvero desidera che Current Tv rimanga in Italia, scriva a Joel Hyatt a hyatt@current.com e gli chieda – con la stessa determinazione con cui ha scritto a me – di accettare la nostra offerta, come hanno fatto tantissimi suoi colleghi editori, e noi saremo molto felici di avere Current TV su Sky per altri tre anni

Un canale tv che si presenta come filo-Internet in termini di linguaggio e target, una battaglia che si svolge a colpi di email, ma tutto ciò per un presidio televisivo che con la Rete non ha praticamente nulla da spartire. Anche perché chi tiene alla Rete eviterebbe probabilmente di istigare un mail-bombing ad andare e venire e troverebbe altri modi per aggregare la community attorno alla propria causa.

Fonte: Sky • Notizie su: