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Google, prossimo l’annuncio dei pagamenti mobile

Il 26 maggio Google annuncerà la propria proposta per i pagamenti in mobilità tramite tecnologia NFC. Ma la concorrenza è già folta.

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Il 26 maggio sarà nuovamente giorno di annunci in casa Google: il gruppo sta per lanciare un nuovo sistema di pagamenti in mobilità del quale ad oggi non si conoscono dettagli, ma la cui entità inizia a prendere forma dai rumor scaturiti da fonti vicine ai laboratori di Mountain View.

Il sistema si baserà con ogni probabilità sulla tecnologia Near Field Communication già inclusa da Google nel proprio Nexus S: l’esordio è pertanto previsto sul nuovo Googlefonino e su operatore Sprint, grazie al quale il portafoglio mobile potrà muovere il proprio primo passo in città quali New York, San Francisco, Los Angeles, Chicago e Washington (ma il rollout potrebbe presto coinvolgere anche molte altre realtà). L’ambizione è quella di catturare una parte importante di un settore destinato ad esplodere nei mesi a venire, con stime che indicano un rapido aumento dei pagamenti in mobilità portando il settore da qualche centinaio di milione di dollari a svariati miliardi entro il prossimo triennio.

Il sistema Google consentirà al tempo stesso tanto i pagamenti in mobilità quanto la riscossione di coupon, sposando così in un solo servizio due ambiti fondamentali su cui il gruppo intende mettere la propria firma. Fin da subito potrebbero essere parte della partita catene retail quali Macy’s e Subway, mentre il progetto complessivo sarebbe stato portato avanti con il coinvolgimento di Citigroup, MasterCard, VeriFone ed altre aziende del comparto.

Ma il tentativo Google è destinato a sfidare cordate già di sicuro spessore. Tra queste ultime vi sono da considerare anzitutto Square, sempre più vicina al mondo Apple, nonché la joint venture tra AT&T, Verizon Wireless e T-Mobile. Google e Sprint hanno trovato in questo frangente un punto di interesse comune e ci proveranno dal 26 maggio nel tentativo di spiazzare la concorrenza anticipando i tempi. Gli ingredienti ci sono tutti: c’è Google, ci sono i partner, c’è l’operatore, c’è lo smartphone, c’è il software. Ora si tratta di combinare il tutto, far arrivare il profumo agli utenti e sperare nell’abbuffata.

Fonte: Wall Street Journal • Via: Bloomberg • Notizie su: