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FTC, nuove regole per l’advertising

La Federal Trade Commision sta aggiornando la sua informativa sull'advertising. L'associazione dei consumatori chiede regole più restrittive.

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La Federal Trade Commission ha annunciato l’intenzione di aggiornare il proprio “Dot Com Disclosures”, ovvero le linee guida utilizzate per spiegare alle imprese come si applicano le leggi federali agli annunci pubblicati nel mondo della grande rete. Il documento è stato originariamente redatto nel 2000 e la FTC ammette che, da allora, il mondo online è drasticamente cambiato.

La commissione ha dato il via ad un periodo di 45 giorni entro cui le varie aziende possono dare suggerimenti e consigli su come le nuove norme si debbano formulare per affrontare al meglio le tecnologie di internet e spiega il motivo per cui è arrivato il momento di aggiornarle, il tutto nell’ottica di un approccio collaborativo tra realtà aziendali ed entità governative:

Da quando lo staff della FTC ha pubblicato il Dot Com Disclosures, il mobile marketing è diventato una realtà, le App un’economia emergente, l’uso del “pop-up blockers” si è ampiamente diffuso e il social networking e diventato molto popolare. Nella ricerca dei commenti pubblici su una possibile revisione del documento d’orientamento, lo staff è interessato a questioni legali e tecniche che secondo i portavoce dei consumatori dovrebbero essere affrontate.

Le vecchie linee guida affermavano che le aziende che operano online devono rispettare le stesse leggi di tutela dei consumatori a cui devono sottostare anche i media tradizionali come stampa e televisione. Le aziende di stato devono dunque informare gli utenti in modo chiaro in merito ai rischi sui prodotti pubblicizzati online e sulla loro politica di tutela della privacy. Vista la grande crescita degli annunci online, l’agenzia ha chiesto norme più severe e specifiche riguardo la gestione dei dati personali, cercando così un approccio più mirato per una realtà emergente che va a differenziarsi fortemente rispetto ai media concorrenti.

Fonte: Wall Street Journal • Via: Consumerist • Notizie su: