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Gmail: attacco al governo USA da hacker cinesi

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Nello scorso febbraio si vociferava di alcuni attacchi informatici mirati contro militari, funzionari di governo statunitensi e dissidenti, ma Google fino a oggi non aveva mai confermato il fatto. A distanza di quattro mesi, ecco che arriva l’ufficialità: centinata di account personali di Gmail appartenenti a persone che lavorano per il governo USA sono stati compromessi. L’attacco sarebbe avvenuto da parte di hacker cinesi, i quali miravano ai contenuti che le alte politiche americane potevano avere nella loro casella di posta elettronica.

Google ha provveduto ad avvertire le autorità americane competenti e i titolari delle caselle mail, e il portavoce della Casa Bianca, Tommy Vietor, ha fatto sapere che verrà avviata un’inchiesta per capire come siano andate le cose.

La Cina però non ci sta, anche perché si vocifera che dietro l’attacco ci sia la regia di Pechino, e ha fatto prontamente arrivare la risposta, per voce del ministero degli Esteri Hong Lei:

È un fatto inaccettabile: le accuse che il governo cinese sostiene le attività di hacking sono del tutto infondate e sono state costruite con un secondo fine.

L’amministrazione Obama ha comunque spiegato che l’FBI è alla ricerca di informazioni utili a comprendere appieno la questione: gli hacker hanno fatto irruzione nelle caselle di posta elettronica di alcuni funzionari, militari e dissidenti, ma un portavoce della Casa Bianca ha negato che siano state compromesse informazioni relative all’amministrazione. I dipendenti pubblici sono liberi di utilizzare Gmail anche per scopi personali e attualmente non si può essere sicuri che dati sensibili governativi siano stati colpiti dall’attacco.

Google, da parte sua, non ha attribuito la responsabilità dell’operazione al governo cinese, e non ha neanche lasciato intendere che dietro gli hacker responsabili dell’attacco, individuati e localizzati a Shandong, ci sia la regia occulta delle istituzioni. A ogni modo, secondo quanto si vocifera in Rete, questa delicata vicenda potrebbe aprire una crisi politica tra le due superpotenze.

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