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Klout e Io sul Web: come scoprire la reputazione online

Quanto contiamo sulla Rete? Un'applicazione, Klout, e un tool di Google, Io sul Web, permettono di capirlo attraverso lo sguardo degli altri.

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Sei famoso o meno sulla Rete? Chi parla di te e quanto influenzi gli altri? L’ego-surfing è ormai datato, non basta più il motore di ricerca, così nascono applicazioni e strumenti che misurano la nostra reputazione online.

Una piccola start up californiana piace molto in questo momento: Klout si connette coi nostri account Facebook, Twitter e LinkedIn, valutando grazie a una serie di algoritmi la nostra reputazione.

L’ottima intuizione alla base di Klout è il prendere in considerazione elementi diversi a seconda dei social network: su Twitter conta la nostra capacità di dare vita a iniziative, modi di dire (contando ad esempio i re-tweet); su Facebook, invece, contano i commenti e gli apprezzamenti ai nostri post e condivisioni; su LinkedIn, infine, le conversazioni nel network professionale, e la qualità delle ricerche su di noi.

L’aspetto più divertente di Klout sta nei semplici grafici coi quali poi esprime la nostra reputazione, suggerendo anche le strategie per migliorare la nostra posizione. L’applicazione dà un punteggio generale da zero a cento, poi entra nello specifico di altri due fattori:

  • Influenza di Rete: Il livello di influenza della nostra audience web. Catturare l’attenzione degli influenzatori non è un compito facile, coloro che sono in grado di farlo generalmente ci riescono creando contenuti ad alto tasso spettacolare.
  • Probabilità di amplificazione: Misura la probabilità che il nostro contenuto abbia successo, cioè la possibilità che un nostro contenuto si diffonda più velocemente di altri dello stesso genere nello stesso intervallo di tempo il maggior numero di volte.

Klout, grafico Influenza sulla Rete

Anche Google si è interrogata sulla reputazione online e ha deciso di aggiungere una voce al dashboard dell’account: si chiama “Io sul Web“. Lo strumento è stato pensato per comprendere meglio e gestire i contenuti che vengono visualizzati dagli internauti quando fanno una ricerca su di noi.

Come spiega sul blog, Big G ritiene che la nostra identità non sia composta solo da quello che facciamo e diciamo noi, ma anche da quello che gli altri dicono di noi:

“Una menzione in un post, un tag su una foto o una risposta ad un aggiornamento di status. Quando qualcuno cerca il vostro nome su un motore di ricerca, i risultati che appaiono sono una combinazione di informazioni che avete inviato e informazioni pubblicate da altri.”

Io sul Web  di Google

Io sul Web contiene suggerimenti sulla gestione dell’identità online e la rimozione di contenuti indesiderati e permette di ricevere notifiche quando qualcuno visualizza e pubblica i nostri dati personali. Naturalmente per attivare questi strumenti bisogna prima avere un Profilo Google.

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