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Violati i server SEGA, LulzSec nega

Violati i server SEGA Pass. Trafugati i dati degli utenti della community, ma LulzSec nega ogni responsabilità. Anzi, preannuncia vendetta.

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Il mondo dei videogame è nuovamente sotto scacco, messo all’angolo sotto i colpi di cracker più o meno anonimi. Nell’ordine sono cadute nelle settimane scorse Sony, Nintendo, Bethesda ed Epic. Un nuovo nome si è nelle ultime ore aggiunto alla lista, ed è un nome altisonante per la storia rappresentata: SEGA.

La notizia emerge dal momento in cui il gruppo ha diramato una email di allarme ai propri utenti segnalando come sia stata registrata una intrusione non autorizzata nei server SEGA Pass e la cosa abbia portato pertanto all’immediato intervento da parte dei tecnici del gruppo. SEGA ne esce peraltro a testa alta per vari motivi. Anzitutto, la violazione è avvenuta in data 16 giugno e nel giro di 24 ore già gli utenti erano stati informati dell’accaduto (ancora si ricordano i sei giorni di ritardo con cui Sony ha notificato il proprio attacco e le varie settimane passate prima della notifica dei dettagli sulla violazione avvenuta sul PlayStation Network). In secondo luogo, la violazione si è dovuta scontrare quantomeno con le misure di sicurezza previste a tutela delle password, tutte celate dietro crittografia.

SEGA spiega ai propri utenti che i dati trafugati sono relativi ai dati personali ed alle email, ma che nessuna password potrà essere svelata e soprattutto nessun dato relativo ad eventuali carte di credito è tra le mani di chi ha portato avanti l’attacco. Il gruppo consiglia comunque per precauzione di cambiare le proprie password su siti terzi (ad esempio se la password SEGA Pass fosse la stessa utilizzata per la casella di posta in uso).

Ignota l’origine della violazione. LulzSec, in particolare, si è subito fatto avanti per negare ogni proprio coinvolgimento e, anzi, preannuncia collaborazione per portare avanti la vendetta:

@Sega contattateci. Vogliamo aiutarvi a distruggere gli hacker che vi hanno attaccati. Amiamo Dreamcast, questa gente deve soccombere

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