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L’ICANN approva: inizia l’era dei .qualunque

Il mondo dei Generic Top Level Domain sta cambiando e presto accanto ai .com o .net potremmo avere i .google, .facebook o .webnews.

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C’erano una volta il .com, il .net e il .org. C’era una volta un mondo dei domini semplice e strutturato, con compartimenti stagni dedicati che rendevano facile la comprensione della struttura generale. I Generic Top Level Domain si sono in seguito estesi numericamente ai .biz, .info e quanti altri, fino ai recenti .xxx. Ma non basta: così come ipotizzato da tempo, l’ICANN ha infine approvato l’esplosione definitiva dei domini, secondo la quale (pur rimanendo all’interno di precise regole), chiunque può avere il proprio dominio previo corrispettivo pagamento. E le conseguenze sul settore potrebbero essere di enorme impatto.

Dopo il voto dell’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, avvenuto a Singapore, come previsto peraltro ormai dai primi annunci del 2008, tutto cambia: d’ora in poi chiunque può aprire il proprio dominio e, previa autorizzazione dell’ICANN, può gestirlo con regole e principi propri. Un giorno si potranno avere ad esempio gmail.google o bacheca.facebook, o ancora tiziocaio.gmail o tiziocaio.fb. Chiunque potrà potenzialmente avere un dominio legato al proprio cognome (fermo restando i limiti imposti dall’alto), oppure ancora si potrà avere la tutela di un brand comprando il dominio a cui fa riferimento e negando così a chiunque altro la possibilità di simularne le attività online.

A partire dal 12 gennaio 2012 sarà possibile avanzare all’ICANN le prime proposte, le quali dovranno essere formalizzate entro e non oltre il 12 aprile dell’anno medesimo (nuove aperture del programma saranno effettuate negli anni a venire per consentire ad ulteriori proponenti di portare avanti la propria iniziativa). La fase di valutazione sarà comunque lunga e non prima del novembre dell’anno successivo sarà possibile dare il via alle operazioni per la nuova tipologia di GTld. Per poter avanzare la proposta occorrerà però versare all’ente 185 mila dollari, dopodiché occorrerà tenere vive le proprie garanzie con un versamento pari a 25 mila dollari annui: cifre alte, ma cifre accessibili quando in ballo vi sono brand, grandi corporation o nuove attività online da strutturare nel migliore dei modi.

Le ripercussioni saranno molte, ma c’è tutto il tempo per adeguare il mondo della rete alla novità in arrivo. Gli utenti, soprattutto, dovranno imparare poco alla volta i nuovi domini per riconoscerne il significato, per evitare di cadere in nuove eventuali trappole e per carpirne eventualmente l’interesse per una potenziale registrazione.

Ma saranno cose valutabili soltanto in divenire, quando la grande novità sarà completamente metabolizzata e la moltiplicazione dei domini non sarà soltanto un grande polverone destinato a sollevarsi su una Rete che, fino ad oggi, è andata stratificandosi sui Generic Top Level Domain tradizionali.

Fonte: New York Times • Via: BBC • Notizie su: