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Acer Pico C110 – Anteprima

Provato in anteprima il nuovo videoproiettore portatile con lampada a LED e alimentazione USB

Acer Pico C110

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Acer, forte di una terza posizione nel mercato globale dei proiettori, punta, con il Pico C110, ad ampliare la propria offerta nel segmento dei dispositivi portatili, lo stesso in cui aveva già fatto capolino a fine 2010 con il modello Pico C20.

La linea Pico ora consta di tre modelli, grazie alla recente introduzione dei dispositivi C110 e C112, sempre basati su tecnologia DLP e lampade a LED. In questa nostra prova in anteprima ci concentriamo sull’Acer Pico C110.

Per ingombro e peso, assimilabili a quelli di un hard disk portatile – 110x85x25 mm e 175 gr -, e per l’impiego di un singolo cavo USB per alimentarlo, Acer Pico C110 diventa un perfetto compagno del professionista sempre in movimento, che necessita di condividere le proprie proposte con colleghi e clienti.

La struttura è in materiale plastico discretamente robusto alla pressione, con un design minimale: di lato abbiamo le feritoie per la dissipazione del calore, sul fianco sinistro la ghiera della messa a fuoco manuale, sul pannello frontale e posteriore rispettivamente la lampada a LED e il connettore USB.

Grazie a quest’ultimo, l’impiego dell’Acer Pico C110 è veramente semplice e immediato: si collega il proiettore al portatile su cui si è installato il programma di controllo (al momento solo per sistemi Windows, in sviluppo per Android) e, dopo pochi secondi, si è pronti per riprodurre immagini, video o presentazioni.

Abbiamo trovato estremamente utili le tecnologie SmartFormat, che riconosce un’ampia gamma di formati per lo schermo così da non doversi più preoccupare di regolare la risoluzione del notebook, e InstantPack, per scollegarlo e riporlo all’interno del case senza attendere il suo raffreddamento.

Per l’alimentazione del Acer Pico C110 abbiamo due opzioni, secondo il livello di prestazioni desiderato, che dipende dalla luminosità dell’ambiente in cui ci troviamo. Infatti, il cavo USB è sdoppiato sul lato d’inserimento nel proiettore: usando una sola porta d’alimentazione, il Pico C110 funzionerà in modalità Low/Medium, sufficiente per ambienti bui o con scarsa illuminazione; nel caso la luce sia diffusa è necessario collegare entrambi i connettori USB per la modalità Turbo che assicura il massimo delle prestazioni. La differenza tra le due modalità è evidente: abbiamo trovato la doppia connessione molto più prestante, soprattutto nella riproduzione di contenuti multimediali.

L’area di proiezione del Acer Pico C110, in formato nativo 16:9 con risoluzione WVGA di 854×480 pixel, varia da 30 cm (12″) fino a 254 cm (100″), anche se i risultati più soddisfacenti in termini di luminosità, (contrasto nativo 1.000:1) e fedeltà dei colori si ottengono a una distanza di 2 m con un’area proiettata di 48 pollici.

Per la nostra prova abbiamo avuto a disposizione un accessorio che riteniamo indispensabile per il professionista in movimento. Si tratta di uno schermo ripiegabile, che può essere ridotto alle dimensioni di una cartelletta in formato A4 per il trasporto, ma, una volta aperto, garantisce una brillantezza delle immagini doppia rispetto a quella di uno schermo standard – 100 contro 50 ANSI Lumen – con una dimensione di 25″ soddisfacente per una proiezione di gruppo.

Il proiettore Acer Pico C110, che dispone di cinque anni di garanzia sul chip DLP e di un anno sulla lampada, sarà disponibile a partire dal mese di luglio a un prezzo consigliato al pubblico di 249 euro.

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