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L’App Store respinge l’Intifada

Apple rimuove dal suo store un'applicazione che, secondo il governo israeliano, incitava alla violenza contro Israele.

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Apple ha rimosso dall’App Store l’applicazione ThirdIntifada dopo aver ricevuto una richiesta formale dal governo di Israele. Due giorni fa il Ministro dell’Informazione Yuli Edelstein aveva inviato una email al CEO Steve Jobs chiedendo la cancellazione dell’app, in quanto poteva essere utilizzata per organizzare proteste contro Israele. Anche un gruppo per i diritti umani degli ebrei, The Simon Wiesenthal Center, aveva protestato per la presenza dell’applicazione sullo store di Apple.

Intifada è il termine che indica l’insieme delle rivolte dei Palestinesi contro Israele. Finora si sono verificate due Intifada contro l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele, dal 1987 al 1993 e dal 2000 al 2005. Il Ministro Edelstein ha quindi ritenuto che il nome dell’applicazione fosse un chiaro riferimento ad una possibile terza Intifada. Il portavoce di Apple, Tom Neumayr, ha giustificato la rimozione dell’app dicendo che “viola le linee guida per gli sviluppatori essendo offensiva per un gruppo di persone”.

Secondo il governo di Israele, ThirdIntifada incoraggiava i Palestinesi ad organizzare proteste contro Israele ed includeva un riferimento ad un sito web che ha contribuito ad organizzare violenti scontri contro le truppe israeliane lungo il confine con il Libano e la Siria. Edelstein ha elogiato la decisione di Apple affermando che «si tratta di un altro passo importante nella prevenzione dell’istigazione alla violenza attraverso i nuovi media».

Circa tre mesi fa lo stesso Ministro aveva chiesto e ottenuto da Facebook la cancellazione di una pagina del social network in cui si incitava alla violenza contro Israele. Il Vice Ministro degli Esteri israeliano, Danny Ayalon, ha dichiarato:

La creazione dell’applicazione Apple e della pagina di Facebook rappresentano un nuovo modello per tentare di provocare violenti attacchi contro lo Stato. Aziende come queste, che hanno una portata globale, sono consapevoli di avere una grande responsabilità.

L’applicazione ThirdIntifada offriva agli utenti un flusso di notizie ed editoriali in lingua araba, annunciava proteste imminenti e includeva collegamenti a video e canzoni nazionalisti palestinesi.

Fonte: Reuters • Notizie su: